Pace fiscale, stralcio debiti fino a mille euro affidati agli agenti della riscossione dal 2000 al 2010





Gentile avvocato, chiedo una consulenza in materia di stralcio dei debiti fino a mille euro affidati agli agenti della riscossione dal 2000 al 2010, come previsto dal decreto legge n. 119 del 2018, collegato alla manovra finanziaria per l'anno 2019.

Ho diverse cartelle esattoriali non pagate per multe stradali e per accertamenti relativi alle imposte comunali (IMU) e statali (IRPEF). Non sono un evasore, semplicemente, avendo perso il mio posto di lavoro, non ero in condizione di pagare tutte le tasse dovute …

Attualmente però, il mio ISEE di riferimento è pari a 22.000 euro …
Il limite relativo all'ISEE per un importo pari a 20.000 euro, si applica soltanto alla così detta pace fiscale oppure anche alla rottamazione delle cartelle esattoriali per importi inferiori a 1000 euro?

Resto in attesa della sua consulenza.

Cordialità.

 

RISPOSTA



Alla rottamazione delle cartelle esattoriali per importi inferiori a 1000 euro, in riferimento ai debiti affidati agli agenti della riscossione dal 2000 al 2010, non si applica la limitazione relativa all'ISEE familiare non superiore a 20.000 euro.
Non facciamo confusione quindi tra la pace fiscale e lo stralcio automatico dei debiti fino a 1000 euro! Per quest'ultima fattispecie è previsto l'annullamento automatico, ai sensi dell'articolo 4 del decreto legge 119 del 2018. Di seguito, riporto la norma in questione:

Art. 4. Stralcio dei debiti fino a mille euro affidati agli agenti della riscossione dal 2000 al 2010

1. I debiti di importo residuo, alla data di entrata in vigore del presente decreto, fino a mille euro, comprensivo di capitale, interessi per ritardata iscrizione a ruolo e sanzioni, risultanti dai singoli carichi affidati agli agenti della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2010, ancorche' riferiti alle cartelle per le quali e' gia' intervenuta la richiesta di cui all'articolo 3, sono automaticamente annullati. L'annullamento e' effettuato alla data del 31 dicembre 2018 per consentire il regolare svolgimento dei necessari adempimenti tecnici e contabili. Ai fini del conseguente discarico, senza oneri amministrativi a carico dell'ente creditore, e dell'eliminazione dalle relative scritture patrimoniali, l'agente della riscossione trasmette agli enti interessati l'elenco delle quote annullate su supporto magnetico, ovvero in via telematica, in conformita' alle specifiche tecniche di cui all'allegato 1 del decreto direttoriale del Ministero dell'economia e delle finanze del 15 giugno 2015, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 142 del 22 giugno 2015. Si applicano le disposizioni di cui all'articolo 1, comma 529, della legge 24 dicembre 2012, n. 228.
2. Con riferimento ai debiti di cui al comma 1:
a) le somme versate anteriormente alla data di entrata in vigore del presente decreto restano definitivamente acquisite;
b) le somme versate dalla data di entrata in vigore del presente decreto sono imputate alle rate da corrispondersi per altri debiti eventualmente inclusi nella definizione agevolata anteriormente al versamento, ovvero, in mancanza, a debiti scaduti o in scadenza e, in assenza anche di questi ultimi, sono rimborsate, ai sensi dell'articolo 22, commi 1-bis, 1-ter e 1-quater, del decreto legislativo 13 aprile 1999, n. 112. A tal fine, l'agente della riscossione presenta all'ente creditore richiesta di restituzione delle somme eventualmente riscosse dalla data di entrata in vigore del presente decreto e fino al 31 dicembre 2018, riversate ai sensi dello stesso articolo 22 del decreto legislativo n. 112 del 1999. In caso di mancata erogazione nel termine di novanta giorni dalla richiesta, l'agente della riscossione e' autorizzato a compensare il relativo importo con le somme da riversare.
3. Per il rimborso delle spese per le procedure esecutive poste in essere in relazione alle quote annullate ai sensi del comma 1, concernenti i carichi erariali e, limitatamente alle spese maturate negli anni 2000-2013, quelli dei comuni, l'agente della riscossione presenta, entro il 31 dicembre 2019, sulla base dei crediti risultanti dal proprio bilancio al 31 dicembre 2018, e fatte salve le anticipazioni eventualmente ottenute, apposita richiesta al Ministero dell'economia e delle finanze. Il rimborso e' effettuato, a decorrere dal 30 giugno 2020, in venti rate annuali, con onere a carico del bilancio dello Stato. Per i restanti carichi tale richiesta e' presentata al singolo ente creditore, che provvede direttamente al rimborso, fatte salve anche in questo caso le anticipazioni eventualmente ottenute, con oneri a proprio carico e con le modalita' e nei termini previsti dal secondo periodo.
4. Le disposizioni del presente articolo non si applicano ai debiti relativi ai carichi di cui all'articolo 3, comma 16, lettere a), b) e c), nonche' alle risorse proprie tradizionali previste dall'articolo 2, paragrafo 1, lettera a), delle decisioni 2007/436/CE, Euratom del Consiglio, del 7 giugno 2007, e 2014/335/UE, Euratom del Consiglio, del 26 maggio 2014, e all'imposta sul valore aggiunto riscossa all'importazione.

Mi sembra di capire che nel tuo caso si tratti quasi esclusivamente di debiti di importo inferiore a 1000 euro.
Per i debiti superiori a 1000 euro, esclusivamente di natura fiscale, è stata invece prevista la PACE FISCALE, a patto di avere un ISEE familiare appunto non superiore a 20.000 euro.
Procediamo con ordine: la legge di bilancio 2019 ha previsto il “saldo e stralcio”, ossia la “definizione agevolata dei debiti tributari per i contribuenti in difficoltà economica”. Cosa si intende per definizione agevolata – pace fiscale?
Le persone fisiche con ISEE familiare non superiore a 20.000 euro possono sanare i debiti tributari (e contributivi) affidati all’agente della riscossione tra il 2000 e il 2017, scaturenti dall’omesso versamento di imposte risultanti dalle dichiarazioni dei redditi e Iva regolarmente presentate. La definizione si perfeziona versando una quota di sorte capitale, senza corrispondere sanzioni e interessi di mora, in misura differenziata a seconda dell'ISEE del debitore.

La pace fiscale riguarda quindi i debiti delle persone fisiche, superiori a 1000 euro, consegnati all’agente della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2017 e derivanti dall’omesso versamento delle imposte risultanti dalle dichiarazioni annuali e dalle attività di controllo automatico (articolo 36-bis del DPR n. 600/1973, per le imposte sui redditi, e articolo 54-bis del DPR n. 633/1972).

Sono oggetto di definizione anche i ruoli relativi all’omesso versamento dei contributi dovuti alle casse previdenziali professionali o alle gestioni previdenziali dei lavoratori autonomi dell’Inps (cosiddetta Gestione separata Inps), esclusi quelli richiesti a seguito di avviso di accertamento. Sono definibili quindi solo le imposte ed i contributi dichiarati e non versati, ma non quelli accertati.

Possono accedere alla pace fiscale anche i contribuenti che, a prescindere dal valore dell’ISEE, alla data di presentazione della dichiarazione di adesione alla definizione, hanno attivato una procedura di liquidazione dei beni per sovraindebitamento (articolo 14-ter della legge n. 3/2012).

Per estinguere le pendenze in questione, non si paga nulla a titolo di sanzione e interessi di mora; riguardo le somme affidate all’agente della riscossione a titolo di capitale e interessi, bisogna corrispondere:
-il 16%, se l’ISEE del nucleo familiare non è superiore a 8.500 euro;
-il 20%, se l’ISEE del nucleo familiare è superiore a 8.500 euro, ma non a 12.500 euro;
-il 35%, se l’ISEE del nucleo familiare è superiore a 12.500 euro, ma non a 20.000 euro.
Inoltre, sarà obbligatorio pagare per intero il cosiddetto aggio e le spese per le procedure esecutive e di notifica della cartella di pagamento.
Per aderire alla definizione agevolata occorre presentare apposita dichiarazione entro il 30 aprile 2019.
Nell’istanza va attestato l’ISEE familiare, oltre ai debiti che si intende definire ed il numero di rate nel quale si vuole dilazionare il pagamento.
E' possibile pagare in unica soluzione entro il 30 novembre 2019 o in rate pari a:
-il 35%, con scadenza 30 novembre 2019;
-il 20%, con scadenza 31 marzo 2020;
-il 15%, con scadenza 31 luglio 2020;
-il 15%, con scadenza 31 marzo 2021;
-il restante 15%, con scadenza 31 luglio 2021.
In caso di pagamento rateale si applicano gli interessi al tasso del 2% annuo.

Per i contribuenti che hanno un ISEE familiare superiore a 20.000 euro, sarà possibile accedere alla procedura della “rottamazione-ter” delle cartelle (articolo 3 del DL n. 119/2018 – “collegato fiscale”).

Attenzione; per quanto riguarda la rottamazione ter, relativamente alle sanzioni amministrative per violazioni al Codice della strada, ossia le multe stradali, con la definizione si azzerano i soli interessi, non anche le sanzioni, dal momento che la somma da cui scaturisce la cartella è essa stessa una sanzione e non un tributo.

Per accedere ai benefici della rottamazione ter, bisogna corrispondere:
-il tributo principale,
-gli interessi da ritardata iscrizione a ruolo,
-l’aggio spettante all'agente per la riscossione;
-le spese di notifica delle cartelle e degli altri atti;
-le eventuali spese derivanti dalle procedure esecutive.
Non sono definibili tramite la rottamazione ter, i crediti derivanti da sentenza di condanna della Corte dei conti, le multe, ammende e sanzioni pecuniarie dovute a seguito di provvedimenti e sentenze penali di condanna.
La volontà di avvalersi della rottamazione-ter va manifestata entro il 30 aprile 2019, con apposita domanda di adesione tramite il modello DA-2018.

A disposizione per chiarimenti.

Cordiali saluti.

Fonti: