Avviso di accertamento parziale imposte dirette





Un professionista con partita iva si è visto recapitare una lettera dall'Agenzia delle Entrate con cui si chiede di integrare la dichiarazione 2016 x redditi 2015 in quanto non ha dichiarato un CUD per lavoro dipendente.

 

RISPOSTA



Si tratta di un accertamento parziale di cui all'articolo 41 bis del D.P.R. 600/1973, norma che testualmente recita: “gli Uffici dell’Agenzia delle Entrate, qualora dagli accessi, ispezioni e verifiche (…) risultino elementi che consentono di stabilire l’esistenza di un reddito non dichiarato o il maggior ammontare di un reddito parzialmente dichiarato che avrebbe dovuto concorrere a formare il reddito imponibile (…), possono limitarsi ad accertare, in base agli elementi predetti, il reddito od il maggior reddito imponibile (…)”.
Un avviso di accertamento automatizzato che scaturisce dai controlli incrociati tra le dichiarazioni dei redditi dei cittadini e le dichiarazioni modello 770 dei datori di lavoro.



La dichiarazione originaria chiudeva con un credito di Euro 7.500 mentre a seguito della integrazione chiuse con un debito di Euro 1.550.

 

RISPOSTA



Vediamo se ho compreso bene …
Il contribuente ha chiuso il quadro della liquidazione della dichiarazione, con un credito pari a 7.500 euro. L'avviso di accertamento parziale ex 41 bis, ha azzerato il credito d'imposta, calcolando un'imposta da versare pari a 1.550 euro; giusto?
Abbiamo una maggiore imposta accertata pari a 9.050,00 euro.



Bene il professionista dovrà pagare il credito e il saldo del nuovo conteggio.

 

RISPOSTA



Per la precisione vedrà annullarsi il credito e dovrà versare la somma di 1550 euro, a titolo di maggiori imposte accertate.



Le domande: con quali sanzioni e interessi deve essere versato questo nuovo importo ?

 

RISPOSTA



In caso di dichiarazione infedele è prevista una sanzione amministrativa dal 90 al 180% della maggiore imposta dovuta o della differenza del credito utilizzato. Per credito effettivamente utilizzato, si intende quello che è stato utilizzato in compensazione in F24 o in dichiarazione a scomputo dell’imposta dovuta ovvero rimborsato.
Attenzione, non si considera utilizzato il credito riportato nelle dichiarazioni successive.
In particolare, gli organi accertatori, nel determinare la sanzione per infedele dichiarazione, si riferiranno solo a quella parte di credito non spettante, effettivamente utilizzata dal contribuente.

Immagino che il contribuente abbia utilizzato il credito, come precisato nel periodo antecedente (in tal caso, le sanzioni saranno calcolate sull'importo di 9.050,00 euro); se il contribuente invece non ha tratto alcun vantaggio dal credito e, conseguentemente, non ha arrecato alcun danno all’Erario, la violazione commessa è punita con la sanzione da 250 a 2mila euro, senza recupero d’imposta.
In questo caso però, se il contribuente non dovesse avere utilizzato il credito, le sanzioni sarebbero da calcolare soltanto sull'importo di 1550 euro.
Trattandosi dell'annualità 2015, mi sembra davvero strano che il contribuente non abbia fatto uso del credito di imposta, indicato nella sua dichiarazione dei redditi!

Le sanzioni sono ridotte a 1/3 se il contribuente, entro 60 giorni, paga imposte, interessi e sanzioni ridotte senza presentare istanza di accertamento con adesione o impugnare.



La dichiarazione integrativa può essere inviata omettendo i quadri non variati (esempio Iva e Studi di settore) Grazie

 

RISPOSTA



Sì, certo. Nell'avviso di accertamento ex 41 bis, troverai soltanto il quadro della dichiarazione, così come emendato dall'agenzia delle entrate.
E' assolutamente corretto!

A disposizione per chiarimenti.
A disposizione per esaminare insieme una copia dell'avviso di accertamento parziale.

Cordiali saluti.

Fonti: