Riduzione 50% base imponibile IMU comodato parenti, agevolazione sconto IMU 25% locazioni a canone concordato





Gentilissimo avvocato, vorrei una consulenza in materia di ipotesi di riduzione della base imponibile ai fini IMU e TASI e di sconto dell'imposta.
Mi conferma che l'ultima legge di bilancio del 30 dicembre 2018, n. 145, ha previsto che la riduzione del 50% della base imponibile IMU, per le abitazioni concesse in comodato d’uso a parenti in linea retta, debba essere estesa, in presenza di figli minori, al coniuge del comodatario, in caso di morte di quest’ultimo? L'esenzione vale anche per la TASI, che ha stessa base imponibile dell'IMU.
Resto in attesa della consulenza richiesta.
Cordiali saluti.

 

RISPOSTA



Confermo quello che hai scritto nella tua richiesta di consulenza, in considerazione di quanto previsto dall'articolo 1, comma 1092 della legge n. 145 del 2018.

Quali sono i casi di riduzione al 50% della base imponibile ai fini IMU e TASI previsti dalla nuova legge di bilancio?

Casi di riduzione al 50% della base imponibile ai fini IMU e TASI

Gli immobili concessi in comodato a parenti in linea retta di primo grado (figli e genitori) destinati ad abitazione principale; i comodatari sono esonerati dal pagamento della quota di TASI di loro competenza PRESUPPOSTI PER LA RIDUZIONE DELLA BASE IMPONIBILE DEL 50%
  abitazione “non di lusso”, non accatastata come A/1, A/8 o A/9td>
  registrazione del contratto di comodato
  il comodante possieda una sola unità abitativa in Italia ed ha la residenza anagrafica e la dimora abituale nello stesso comune in cui si trova la casa oggetto di comodato.
  il comodante oltre all'unica unità abitativa del rigo precedente, possiede, nello stesso comune, una sola altra unità immobiliare “non di lusso”, adibita a propria abitazione principale
  fabbricati dichiarati inagibili o inabitabili e di fatto non utilizzati, per il periodo dell’anno durante il quale sussistono tali condizioni. L’inagibilità (o l’inabitabilità) deve essere accertata dall’Ufficio tecnico comunale con perizia a carico del proprietario che, in alternativa, può presentare una dichiarazione sostitutiva



La base imponibile dimezzata non spetta nelle seguenti ipotesi il comodante possiede tre o più immobili ad uso abitativo, anche soltanto in quota percentuale i due immobili ad uso abitativo posseduti dal comodante si trovano in comuni diversi
  i due immobili ad uso abitativo posseduti dal comodante si trovano in comuni diversi
  il comodante risiede nel comune A e l’immobile dato in comodato è situato nel comune B
  il comodante risiede all’estero.
  l’immobile oggetto di comodato non è utilizzato come abitazione principale del comodatario
  il comodato è tra persone diverse dai figli o dai genitori (nonni – nipoti ad esempio)



La legge di bilancio per il 2019 ha previsto uno sconto d'imposta del 25%, ai fini IMU, per gli immobili affittati a canone concordato. La riduzione deve essere calcolata dopo avere applicato l’eventuale aliquota ridotta, deliberata dal Comune per le locazioni “calmierate”.
Facciamo un esempio: il comune alfa fissa un'aliquota agevolata al 7,6 per mille, riservata agli appartamenti affittati a canone concordato e utilizzati dall’inquilino come abitazione principale, ed una ordinaria del 10,6 per mille, per tutti gli altri fabbricati. La riduzione dell'imposta pari al 25% deve essere calcolata, soltanto dopo aver quantificato l’imposta con l’aliquota (agevolata) inferiore deliberata dal Comune. Lo sconto del 25% si applica sia ai contratti a canone concordato “ordinari” (3 + 2) sia ai contratti di durata transitoria o stipulati per studenti universitari.
La fruizione dell’agevolazione deve essere espressamente indicata nella dichiarazione IMU/TASI.

A disposizione per chiarimenti.

Cordiali saluti.

Fonti: