Esercizio di competenza delle provvigioni percepite dagli agenti di commercio





Un agente di commercio percepisce per provvigioni circa Euro 10.000 al mese per cui matura provvigioni per euro anno di 120.000.
L'ultima rata di dicembre maturata nello stesso mese l'ha incassata a gennaio. Per il principio fiscale di cassa può dichiarare 110.000 Euro anziché 120.000

RISPOSTA



Assolutamente no! Siccome l'agente di commercio non è un “professionista”, ma un intermediario commerciale, il reddito da dichiarare nell'anno solare sarà determinato secondo il criterio di "competenza” e non “per cassa”.
Le provvigioni devono essere dichiarate, per il periodo fiscale in cui sono maturate, e non quando vengono incassate e quindi fatturate.

E' il principio giuridico evidenziato dalla direzione centrale normativa e contenzioso dell’Agenzia delle Entrate, circolare n. 91/E del 2006: secondo la nuova formulazione dell'articolo 1748 del codice civile, il diritto alla provvigione si matura dal momento in cui il preponente ha eseguito o avrebbe dovuto eseguire la prestazione; ai fini fiscali, quindi, la provvigione risulta imponibile in capo all'agente, nel periodo d'imposta in cui il preponente ed il terzo concludono il contratto “procurato” dall'agente stesso.

Sempre a fini fiscali, per le imprese mandanti, l'esercizio di competenza fiscale sarà invece quello di consegna della merce, mentre per l’agente di commercio continuerà a rilevare soltanto la conclusione del contratto “procurato” dal suo intervento. Quali motivazioni alla base di codesta discrasia temporale?
Per le imprese mandanti, il generale principio di competenza fiscale, di cui all'articolo 109, comma 2 del TUIR (dpr 917/1986), deve essere applicato in combinazione con il corollario del rapporto civilistico-contabile secondo cui i costi devono essere correlati con i ricavi dell'esercizio. Esempio: il contratto procurato dall'agente di commercio viene sottoscritto nel mese di dicembre 2019, quindi la conferma dell’ordine avviene in data antecedente al 31 dicembre 2019; la consegna della merce tuttavia avviene nel mese di gennaio 2020, pertanto per la ditta mandante le provvigioni dovranno essere imputate come costi dell’anno successivo, mentre per l’agente i ricavi sono da indicare nell’anno precedente, ossia l'anno 2019.

Se il diritto dell'agente di commercio, correlato all'ultima rata di provvigioni del mese di dicembre, è maturato prima della fine dell'anno corrente, l'agente dichiarerà per l'anno in corso 120.000 euro, anche se la predetta rata sarà stata riscossa nel gennaio dell'anno successivo.

A disposizione per chiarimenti.

Cordiali saluti.

Fonti: