1 - Regime impatriati, presupposti per rientro agevolato dalla Francia





Gentile avvocato, c'è un contribuente, cittadino italiano che risulta iscritto all'Aire (Anagrafe degli italiani residenti all'estero) dal 1° dicembre 2019; il cittadino italiano lavora dal 1° luglio 2018 come dipendente in Francia e vi risiede, avendo anche un contratto di affitto francese e relative utenze intestate a decorrere dal marzo 2018.
Il contribuente può fruire dell'agevolazione relativa al regime impatriati e, in caso positivo, a decorrere da quale data?
Secondo me, l'iscrizione all'Aire non è indispensabile, e la residenza fiscale negli anni 2018 e 2019 è comprovata dal contratto di lavoro dipendente e dal contratto di affitto con relative utenze. Pertanto il contribuente, risultando non residente fiscalmente in Italia negli anni 2018 e 2019, potrà fruire del regime premiale al più tardi dal 1° luglio 2020.
Cosa ne pensa avvocato? Qual è la sua opinione?

 

RISPOSTA

 

Una premessa di carattere normativo: l'articolo 16, comma 1, del Dlgs 147/2015 - dopo le modifiche introdotte dal Decreto Legge 124/2019, in vigore dal periodo d'imposta 2019, prevede per i soggetti che trasferiscono la residenza in Italia a decorrere dal 30 aprile 2019, che «i redditi di lavoro dipendente, i redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente e i redditi di lavoro autonomo prodotti in Italia da lavoratori che trasferiscono la residenza nel territorio dello Stato ai sensi dell'articolo 2 del decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, concorrono alla formazione del reddito complessivo limitatamente al 30 per cento del loro ammontare al ricorrere delle seguenti condizioni:
a) i lavoratori non sono stati residenti in Italia nei due periodi d'imposta precedenti il predetto trasferimento e si impegnano a risiedere in Italia per almeno due anni;
b) l'attività lavorativa è prestata prevalentemente nel territorio italiano».
Inoltre, il nuovo comma 5-ter prevede che «i cittadini italiani non iscritti all'Anagrafe degli italiani residenti all'estero (Aire) rientrati in Italia a decorrere dal periodo d'imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2019 possono accedere ai benefici fiscali di cui al presente articolo purché abbiano avuto la residenza in un altro Stato ai sensi di una convenzione contro le doppie imposizioni sui redditi per il periodo di cui al comma 1, lettera a)» (due periodi d'imposta).

Tanto premesso, dato che il contribuente si è iscritto all'Aire il i° dicembre 2019, sulla base della normativa italiana è considerato fiscalmente residente in Italia per il 2018 e il 2019, anche se viveva e lavorava in Francia e aveva un contratto di lavoro dipendente con una ditta francese ed un contratto di affitto con relative utenze dal 2018.
Il contratto di lavoro ed il contratto di affitto in Francia non sono infatti sufficienti a dimostrare la residenza in Francia in base alle convenzioni internazionali contro le doppie imposizioni, così come è previsto dalla nuova normativa nell'ipotesi in cui il soggetto che vorrebbe godere delle agevolazioni fiscali previste dall'articolo 16 del Dlgs 147/2015, non si sia cancellato dall'anagrafe della popolazione residente e iscritto all'Aire.

Pertanto, il contribuente deve prima verificare se, nel 2018 e nel 2019, sussistevano i presupposti per essere considerato fiscalmente residente in Francia anche sulla base della normativa francese. In caso positivo, essendo fiscalmente residente sia in Italia che in Francia, sussisterebbe il presupposto della doppia residenza e, in applicazione delle regole previste dall'articolo 4, comma 2, della convenzione stipulata tra l'Italia e la Francia per evitare le doppie imposizioni (ratificata con legge 20/1992) il contribuente potrà individuare in quale dei due Paesi si possa considerare residente in quegli anni. Se risulta che era fiscalmente residente in Francia, lo stesso potrà fruire della norma agevolativa già dal 2020.
Diversamente, considerando che a decorrere dal periodo d'imposta 2020 il contribuente non è più residente fiscalmente in Italia, potrà rientrare in Italia avendo acquisito il presupposto della non residenza in Italia per due anni, solo iscrivendosi all'anagrafe della popolazione residente dal 2 luglio 2021 a acquisendo la residenza fiscale in Italia dal 2022.

A disposizione per chiarimenti.

Cordiali saluti.

2 - Agevolazione impatriati si applica per ulteriori 5 anni se acquisti unità immobiliare in Italia





Gentile avvocato, beneficio delle agevolazioni per i lavoratori impatriati dal 2016, quindi potrò beneficiarne fino a dicembre 2020.
Secondo l'articolo 5 del decreto legge 34/2019, l'agevolazione si applica per ulteriori 5 anni in caso di acquisto di un'unità immobiliare. Se compro un immobile quest'anno, potrò continuare a godere dell'agevolazione per i prossimi cinque? Cosa succede invece se l'acquisto dell'immobile è posto in essere dopo il 31 dicembre 2020?

 

RISPOSTA

 

Le nuove disposizioni introdotte all'articolo D.lgs 147/2015 dal Dl 124/2019 si applicano a partire dal 2019, «ai soggetti che, a decorrere dal 30 aprile 2019, trasferiscono la residenza in Italia ai l'articolo 2 del testo unico delle imposte sui redditi di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 917/1986, e risultano beneficiari del regime previsto dall'articolo 16 del decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 147».
Pertanto, poiché ha acquisito la residenza in Italia prima di tale data e stai già godendo dell'agevolazione, non può fruire del regime per altri 5 anni dopo il 2020, anche se acquisterai un immobile di tipo residenziale.

A disposizione per chiarimenti.

Cordiali saluti.

Fonti: