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Assegni per il nucleo familiare in caso di unione civile tra persone dello stesso sesso





Salve, sono un lavoratore a tempo indeterminato per un’azienda privata.

Ho una convivenza con una donna di cui ho avuto un figlio regolarmente riconosciuto. La mia convivente è disoccupata ed ha una figlia avuta da un altro precedente matrimonio in un paese fuori dall'UE.

Pertanto, oltre a richiedere gli anf e detrazioni per mio figlio, volevo sapere se fosse possibile richiederle anche per la mia convivente e sua figlia, dato che siamo nello stesso stato di famiglia e sono a mio carico economico.

 

RISPOSTA

 

Esaminiamo dapprima la fattispecie degli assegni per il nucleo familiare. Mi sembra di capire che nel tuo caso si tratti di una convivenza di fatto.

Non è previsto un “diritto” all’Anf alla “convivenza” in quanto tale. Mi spiego meglio. Cosa dobbiamo intendere per nucleo familiare e relativo reddito? L’assegno (ANF) è quantificabile in relazione al reddito familiare, che ne determina diritto e misura: come individuare il nucleo familiare? Ai fini dell’assegno familiare si considera il nucleo composto dal lavoratore che ne fa richiesta, dal coniuge non legalmente ed effettivamente separato, dai figli minori, dai figli maggiorenni se inabili e dagli altri soggetti a questi equiparati (i nipoti, per esempio). In caso di separazione, la legge n. 54/2006 stabilisce che i figli devono essere affidati in via prioritaria a entrambi i genitori. Ciascun genitore, pertanto, ha titolo ad avere l’assegno familiare; tuttavia, soltanto uno dei due può presentare domanda, cosa da decidere di comune accordo. In mancanza di un’intesa, l’assegno è erogato al genitore con cui il figlio convive.

Diritto e misura dell’assegno dipendono dal reddito del nucleo familiare, del quale si valutano e si sommano tutti i redditi, conseguiti da tutti i componenti, nell’anno solare precedente il 1° luglio di ogni anno.

Di quali entrate non si tiene conto ai fini del reddito del nucleo familiari: i redditi derivanti da trattamenti di fine rapporto lavoro, lo stesso assegno familiare, le rendite vitalizie corrisposte dall’Inail, le pensioni di guerra e le indennità di accompagnamento per invalidi, le indennità ai ciechi parziali, ai sordomuti e ai minori mutilati e invalidi civili, nonché le pensioni tabellari dei militari di leva colpiti da infortunio.
Con la legge Cirinnà (legge n. 76/2016) sono state normate due nuove fattispecie:
- le “unioni civili” tra persone dello stesso sesso;
- le “convivenze civili” che si possono formare tra persone sia dello stesso che di diverso sesso.
L’assegno per il nucleo familiare spetta in caso di unioni civili, con le seguenti particolarità:
- “nucleo civile” in cui solo uno dei due partner è lavoratore dipendente: l’Anf è riconosciuto in relazione al partner privo di tutela;
- “nucleo civile” in cui siano presenti entrambi i partner e figli di uno dei partner nati prima dell’unione civile: se i figli hanno la prestazione in atto in virtù di un genitore naturale, essa continua a essere riconosciuta al genitore naturale; se si tratti di figli privi di prestazione di Anf, invece, l’unione civile di uno dei genitori naturali con altro soggetto (dipendente o titolare della prestazione di Anf) dà diritto a quest'ultimo all’Anf anche per i figli del partner;
- “nucleo civile” con entrambi i partner e figli di uno dei partner nati dopo l’unione civile: l’assegno è erogato se il figlio è inserito nell’unione civile.

Conclusioni opposte per i conviventi di fatto (con un regolare contratto stipulato ai sensi della legge n. 76/2016). Questa situazione, infatti, ai fini dell’Anf, è assimilata ai nuclei familiari solamente ai fini del “conteggio” dei redditi dei conviventi che così vanno a incidere sul diritto e sulla misura dell’assegno eventualmente spettante all’altro convivente. Invece non è mai previsto un “diritto” all’Anf alla “convivenza” in quanto tale.

Tanto premesso fanno parte del nucleo familiare:
- il richiedente lavoratore o il titolare di prestazioni previdenziali;
- il coniuge non legalmente ed effettivamente separato;
- i figli legittimi o legittimati ed equiparati (adottivi, affiliati, naturali legalmente riconosciuti o giudizialmente dichiarati, nati da precedente matrimonio del coniuge, affidati dai competenti organi a norma di legge), di età inferiore a 18 anni o maggiorenni inabili senza limiti di età, purché non coniugati;
- nel caso di nuclei familiari con almeno 4 figli e tutti di età inferiore a 26 anni, i figli ed equiparati, studenti o apprendisti, di età superiore ai 18 anni compiuti ed inferiore ai 21 anni compiuti;
- i fratelli, le sorelle e i nipoti del richiedente (collaterali o in linea retta non a carico dell’ascendente), minori o maggiorenni inabili, solo nel caso in cui essi siano orfani di entrambi i genitori, non abbiano conseguito il diritto alla pensione ai superstiti e non siano coniugati.
Sono equiparati ai figli:
- figli adottivi, affiliati, naturali legalmente riconosciuti o giudizialmente dichiarati;
- figli nati da precedente matrimonio del coniuge; minori regolarmente affidati dai competenti organi;
- nipoti minori viventi a carico dell’ascendente. I nipoti in linea retta per essere equiparati ai figli devono essere a carico dell’ascendente (nonno/bisnonno).



Il loro permesso di soggiorno e carta di soggiorno è stato rinnovato con il mio reddito per motivi familiari.

 

RISPOSTA

 

Si tratta di due fattispecie che rispondono a norme differenti tra loro.



Quindi la mia domanda è posso beneficiare anche per loro degli anf e detrazioni non avendo vincoli di parentela come specificato dalla normativa.

 

RISPOSTA

 

Anche relativamente alle detrazioni per familiari a carico, i vincoli di parentela ovvero di coniugio sono essenziali. I familiari che si considerano a carico ai fini delle relative detrazioni, anche se non conviventi con il contribuente, o residenti all’estero, sono:

• Il coniuge non legalmente ed effettivamente separato;
i figli a prescindere dal superamento di determinati limiti di età, e dal fatto che siano o meno dediti agli studi o al tirocinio gratuito.

Possono essere considerati a carico anche gli “altri familiari”, che convivono con il contribuente o che ricevono da lui assegni alimentari non risultanti da provvedimenti dell’Autorità giudiziaria. Sono in particolare:

• Il coniuge legalmente ed effettivamente separato;
• i discendenti dei figli;
• i genitori (compresi i genitori naturali e quelli adottivi);
i generi e le nuore;
• il suocero e la suocera;
• i fratelli e le sorelle (anche unilaterali);
• i nonni e le nonne (compresi quelli naturali).

La risposta al quesito è sfavorevole sia per quanto riguarda gli ANF che per le detrazioni ai fini delle imposte dirette.

A disposizione per chiarimenti.

Cordiali saluti.

Fonti: