Riduzione IMU al 50% per comodato immobile ai figli





Buongiorno, io e mia moglie siamo proprietari di 3 immobili tutti siti nello stesso Comune.
La proprietà di questi è così divisa:

- Imm. A: 50% marito e 50% moglie;
- Imm. B: 50% marito e 50% moglie;
- Imm. C: 100% moglie.

Gli immobili sono occupati nel seguente modo:
- Imm. A: abitazione principale di marito e moglie;
- Imm. B: abitazione principale del nostro 1° figlio con comodato d'uso gratuito verbale;
- Imm. C: abitazione principale del nostro 2° figlio con comodato d'uso gratuito verbale;
Per l'Imm. B pagano IMU sia marito che moglie al 50% ciascuno e per l'immobile C paga IMU al 100% la moglie.

Alla luce dello stato di fatto descritto, possiamo regolarizzare la posizione abitativa dei nostri 2 figli stipulando con loro dei contratti di comodato ad uso gratuito in forma scritta e depositati presso l'Agenzia delle Entrate?

Mi sembra di capire però che anche così facendo non possiamo usufruire della riduzione al 50% delle IMU pagate, giusto?

Ma quello che ci interessa è individuare dei comodatari che possano usufruire delle detrazioni del 65% delle spese di ristrutturazione dei relativi immobili.
È corretto questo ragionamento?
Grazie per una risposta.
Cordialità

 

RISPOSTA

 

La normativa di riferimento è contenuta nel comma 747, articoli 1, della legge n. 160/2019, che alla lettera c) prevede la riduzione della base imponibile al 50%:

“per le unità immobiliari, fatta eccezione per quelle classificate nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9, concesse in comodato dal soggetto passivo ai parenti in linea retta entro il primo grado che le utilizzano come abitazione principale, a condizione che il contratto sia registrato e che il comodante possieda una sola abitazione in Italia e risieda anagraficamente nonché dimori abitualmente nello stesso comune in cui è situato l’immobile concesso in comodato; il beneficio si applica anche nel caso in cui il comodante, oltre all’immobile concesso in comodato, possieda nello stesso comune un altro immobile adibito a propria abitazione principale, ad eccezione delle unità abitative classificate nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9. Il beneficio di cui alla presente lettera si estende, in caso di morte del comodatario, al coniuge di quest’ultimo in presenza di figli minori.”

Quali sono allora i presupposti per beneficiare della riduzione dell'IMU al 50%?
-l’immobile deve essere utilizzato dal comodatario come abitazione principale;
-l’immobile oggetto del contratto di comodato d’uso gratuito non deve rientrare tra le categorie catastali di lusso (A/1, A/8 e A/9);
-il comodante deve possedere un solo immobile sul territorio italiano oltre all'abitazione principale;
-il comodante deve avere residenza anagrafica e la dimora abituale nello medesimo Comune in cui è situato l’immobile concesso in comodato d’uso.

Poiché tua moglie (comodante) possiede tre immobili (un immobile al 100% e le due quote immobiliari al 50%), la riduzione dell'IMU non spetterebbe nemmeno in caso di registrazione presso l'agenzia delle entrate del contratto di comodato d'uso dell'immobile, in favore del figlio.

L’Agenzia ha risposto che la detrazione per gli interventi di ristrutturazione edilizia, oltre che al proprietario dell’immobile, spetta anche a chi lo detiene sulla base di un contratto di locazione o di comodato, a condizione che abbia il consenso all’esecuzione dei lavori da parte del proprietario. Le Entrate, però, specificano che è necessario che l’atto attestante la detenzione risulti regolarmente registrato al momento di avvio dei lavori o al momento del pagamento delle spese ammesse in detrazione, se precedente.

La fonte normativa di riferimento è la circolare 13/E del 31 maggio 2019 dell'agenzia delle entrate. Riporto un passaggio fondamentale della suindicata circolare dell'agenzia delle entrate.

Possono fruire della detrazione tutti i contribuenti assoggettati all’imposta sul reddito delle persone fisiche, residenti o meno nel territorio dello Stato (Circolare 24.02.1998 n. 57, paragrafo 2).
La detrazione spetta ai soggetti che possiedono o detengono, sulla base di un titolo idoneo, gli immobili oggetto degli interventi, a condizione che ne sostengano le relative spese.
Tali soggetti sono:

- proprietari o nudi proprietari;
- titolari di un diritto reale di godimento quale usufrutto, uso, abitazione o superficie;
- soci di cooperative a proprietà divisa e indivisa;
- imprenditori individuali, per gli immobili non rientranti fra i beni strumentali o beni merce (Circolare 11.05.1998 n. 121, paragrafo 2.3);
- soggetti indicati nell’art. 5 del TUIR, che producono redditi in forma associata (società semplici, in nome collettivo, in accomandita semplice e soggetti a questi equiparati, imprese familiari), alle stesse condizioni previste per gli imprenditori individuali;
- detentori (locatari, comodatari) dell’immobile (Circolare 24.02.1998 n. 57, paragrafo 2);
- familiari conviventi;
- coniuge separato assegnatario dell’immobile intestato all’altro coniuge (Circolare 9.05.2013 n. 13, risposta 1.2);
- conviventi di fatto di cui all’articolo 1, commi 36 e 37 della legge n. 76 del 2016;
- futuro acquirente.

Detentore

La detrazione spetta ai detentori dell’immobile a condizione che siano in possesso del consenso all’esecuzione dei lavori da parte del proprietario e che la detenzione dell’immobile risulti da un atto (contratto di locazione o di comodato) regolarmente registrato al momento di avvio dei lavori o al momento del sostenimento delle spese ammesse alla detrazione se antecedente il predetto avvio. La data di inizio dei lavori deve essere comprovata dai titoli abilitativi, se previsti, ovvero da una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà effettuata nei modi e nei termini previsti dal DPR n. 445 del 2000. Fino al 2011, essendo vigente l’obbligo di inviare la comunicazione al Centro operativo di Pescara, la data di inizio lavori era rilevata da tale comunicazione (Risoluzione 6.05.2002 n. 136). Al fine di garantire la necessaria certezza ai rapporti tributari, la mancanza, al momento dell’inizio dei lavori, di un titolo di detenzione dell’immobile risultante da un atto registrato preclude il diritto alla detrazione, anche se si provvede alla successiva regolarizzazione.


A conferma:

Detrazione ristrutturazioni edilizie. A chi spetta

A disposizione per chiarimenti.

Cordiali saluti.

Fonti: