Beneficio acquisto prima casa anche se coniugi hanno residenza in comuni diversi





Salve, io e mia moglie siamo residenti e lavoriamo entrambi nel comune A e siamo coniugati con il regime di separazione dei beni. Siamo residenti in una casa concessa a mia moglie in comodato d'uso, che attualmente risulta anche abitazione principale.
Tuttavia io, per motivi personali (non lavorativi) vorrei acquistare la mia prima casa (nuova costruzione e classe energetica A+) in un altro comune B da non destinarsi ad abitazione principale. La domanda è la seguente: potrei usufruire dell'IVA agevolata al 4% per l'acquisto della mia prima casa, qualora io decidessi di spostare la mia residenza dal comune A al comune B e se moglie dovesse concordare su questa mia decisione?
Si tratterebbe in sostanza di una mia prima casa non destinata ad abitazione principale, di cui per questo già pagherò l'IMU. Vorrei tuttavia capire se questo influisce anche sull'aliquota applicata all'IVA. Si noti che mia moglie non è al momento intenzionata a cambiare residenza, lasciando quindi il nucleo familiare nel comune A.
Un commercialista mi ha riferito che posso giustificare il cambio di residenza (presso altro comune) solo per motivi di lavoro oppure a seguito di separazione legale ma vorrei capire se è davvero così. Le sarei grato se potesse arricchire la sua risposta con precisi riferimenti normativi. La ringrazio per l'attenzione e per il tempo dedicato.

RISPOSTA

Il commercialista confonde i benefici per l'acquisto della prima casa, con le agevolazioni IMU previste per la prima casa dei coniugi.
Dovresti giustificare il cambio di residenza presso altro comune, per esigenze di lavoro oppure per separazione legale, soltanto ai fini dell'esenzione IMU prima casa.
Discorso differente per l'acquisto della prima casa con l'IVA agevolata al 4%

Per beneficiare del regime di IVA agevolata al 4%, si deve considerare che l’immobile sia ubicato nel comune in cui l’acquirente abbia o stabilisca, entro 18 mesi dall’acquisto, la propria residenza.

Per fruire dell’IVA agevolata al 4% per l’acquisto della prima casa è necessario inoltre che l'abitazione oggetto di acquisto non presenti caratteristiche di lusso, secondo i criteri indicati nel decreto 2 agosto 1969.

Per beneficiare dell’aliquota IVA ridotta al 4% al momento dell’acquisto della prima casa, occorre dichiarare di
“… non essere titolare, neppure per quote, anche in regime di comunione legale su tutto il territorio nazionale dei diritti di proprietà, usufrutto, uso, abitazione e nuda proprietà su altra casa di abitazione acquistata dallo stesso soggetto o dal coniuge con le agevolazioni di cui al presente articolo …”.

L’acquirente deve anche dichiarare di non essere titolare esclusivo o in comunione con il coniuge di diritti di proprietà, usufrutto, uso e abitazione di altra casa di abitazione nel territorio del Comune in cui è situato l’immobile da acquistare.

Per usufruire dell’agevolazione prima casa al momento dell'acquisto dell'immobile, non è necessario che entrambi i coniugi trasferiscano contemporaneamente la propria residenza nel Comune in cui è sito l’immobile, ben potendo gli stessi avere due residenze diverse purché in due Comuni diversi.
La giurisprudenza della Cassazione ritenuto di dover attribuire importanza non alla residenza dei singoli coniugi bensì alla residenza della famiglia: “in tema di imposta di registro e di relativi benefici per l’acquisto della prima casa, il requisito della residenza va riferito alla famiglia, per cui ove l’immobile acquistato sia adibito a tale destinazione non rileva la diversa residenza di uno dei due coniugi che abbiano acquistato in regime di comunione, essendo essi tenuti non ad una comune sede anagrafica ma alla coabitazione“
E' ammessa quindi la possibilità che i coniugi abbiano residenze diverse, in due comuni differenti considerato che ciò che rileva giuridicamente è la residenza della famiglia. Qualora non dovessi trasferire la residenza entro 18 mesi, l'agenzia delle entrate accerterebbe la decadenza dall’agevolazione prima casa, chiedendo la differenza tra l’imposta ordinaria e quella già pagata nonché le sanzioni pari al 30% dell'imposta recuperata.

Ai fini IMU invece l’abitazione principale coincide con il luogo nel quale si ha residenza anagrafica e dimora abituale. Se due coniugi hanno ì residenze diverse ma nello stesso comune, si considererà abitazione principale solo uno dei due immobili, mentre sull’altro andranno pagate regolarmente Imu e Tasi. Non così sarà se si tratta di comuni diversi, a patto che i coniugi abbiano residenza in comuni differenti per ragioni di lavoro oppure a seguito di separazione legale.
Qual 'è la definizione di “abitazione principale” di cui all’articolo 13 del D.L. 201/2011, ai fini IMU ?: “l’immobile nel quale il possessore e il suo nucleo familiare dimorano abitualmente e risiedono anagraficamente. Nel caso in cui i componenti del nucleo familiare abbiano stabilito la dimora abituale e la residenza anagrafica in immobili diversi situati nel territorio comunale, le agevolazioni per l’abitazione principale e per le relative pertinenze in relazione al nucleo familiare si applicano per un solo immobile”.

L’agevolazione IMU sarà però possibile se i due immobili sono ubicati in Comuni diversi e ciascun coniuge avrà stabilito la dimora abituale e la residenza anagrafica nell’immobile posseduto a titolo di proprietà o altro diritto reale ad esempio per esigenze di lavoro, come stabilito dal Ministero dell’Economia e delle finanze con la Circolare n. 3/2012.

A disposizione per chiarimenti.

Cordiali saluti.

Fonti: