Accertamento a nome del defunto è invalido





Un piccolo Comune ha notificato (lasciando la raccomandata nella buca delle lettere) un accertamento Imu del 2015, peraltro a soggetto deceduto nel 2018, in data 23 marzo 2021. Non è prescritto, poi è nulla la notifica?
Grazie

RISPOSTA

L'annualità 2015 relativa all'IMU si sarebbe dovuta prescrivere al 31 dicembre 2020, tuttavia l'articolo 67 del D.L. 18/2020, convertito in legge 27/2020 “cura Italia”, ha prorogato i termini di decadenza di 85 giorni corrispondenti al periodo di sospensione che va dall'8 marzo al 31 maggio 2020, per l'emergenza epidemiologica da COVID-19.
L'ufficio tributi comunale pertanto, dovrà aver consegnato, a pena di decadenza dell'avviso di accertamento, all'ufficio postale oppure al corriere, la raccomandata a/r entro il giorno 26 marzo 2021.
E' possibile accertare la data di consegna della raccomandata al corriere, tramite il numero della raccomandata indicato sul talloncino presente sulla busta.
Ricordo che le sanzioni tributarie agli eredi sono intrasmissibili, stante il principio della personalità dell'obbligazione, stabilito dall'art. 7 della l. n 689 del 24/11/1981: “L'obbligazione di pagare la somma dovuta per la violazione non si trasmette agli eredi”.
Infine la notifica dell'accertamento IMU al contribuente defunto è invalida: la regolare notifica degli accertamenti fiscali, deve essere effettuata presso l’ultimo indirizzo di residenza del defunto e deve essere fatta a nome degli eredi, impersonalmente e cumulativamente.
L'avviso di accertamento IMU 2015 in questione è da annullare in autotutela oppure con ricorso in commissione tributaria.

A disposizione per chiarimenti.

Cordiali saluti.

Fonti: