Istanza di rateizzazione cartella esattoriale o rottamazione interruzione prescrizione





Buongiorno, dopo avere consultato ben tre legali tributaristi in riferimento ad alcune cartelle esattoriali risalenti a circa 18 anni fa e per un importo complessivo di 24.000 euro, ed essendo stato unanime il parere nell'affermare che tutte queste cartelle erano prescritte o comunque non più valide per molti motivi, mi sono convinto ad avviare un ricorso contro l'Agenzia delle Entrate nonostante che durante tutto questo tempo non siano mai state intraprese azioni nei miei confronti per il recupero del presunto debito. Il ricorso che ho fatto, è stato però rigettato anche in Appello e non ho potuto far altro che constatare che il giudice ha completamente e palesemente ignorato tutte le motivazioni presentate dal mio legale, nonostante provate da fatti inconfutabili. Nella sentenza il rigetto e' stato giustificato dal fatto che non c'era motivo di opposizione in quanto l'Agenzia delle Entrate non ha mai intrapreso nei miei confronti nessuna azione di pignoramento.

RISPOSTA

Si chiama rigetto del ricorso per carenza dell'interesse ad agire.
L'interesse ad agire è l'interesse a servirsi dell'autorità giudiziaria: consiste nell'interesse ad evitare il danno ingiusto che l'attore soffrirebbe senza l'intervento degli organi giurisdizionali.
Secondo l'articolo 100 del codice di procedura civile, l'interesse ad agire si concretizza nell'esigenza di colui che propone la domanda, di conseguire un risultato utile e giuridicamente apprezzabile.
Nel processo tributario soltanto la notificazione di uno degli atti di cui all'articolo 19 del Dlgs n. 546/92 rende attuale e rivela l'interesse ad agire del soggetto che ne risulta destinatario e soltanto detto destinatario può impugnare tale provvedimento:
a) l'avviso di accertamento del tributo;
b) l'avviso di liquidazione del tributo;
c) il provvedimento che irroga le sanzioni;
d) il ruolo e la cartella di pagamento;
e) l'avviso di mora;
e-bis) l'iscrizione di ipoteca sugli immobili di cui all'articolo 77 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602, e successive modificazioni;
e-ter) il fermo di beni mobili registrati di cui all'articolo 86 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602, e successive modificazioni;
f) gli atti relativi alle operazioni catastali indicate nell' art. 2, comma 2;
g) il rifiuto espresso o tacito della restituzione di tributi, sanzioni pecuniarie ed interessi o altri accessori non dovuti;
h) il diniego o la revoca di agevolazioni o il rigetto di domande di definizione agevolata di rapporti tributari;
h-bis) la decisione di rigetto dell'istanza di apertura di procedura amichevole presentata ai sensi della direttiva (UE) 2017/1852 del Consiglio del 10 ottobre 2017 o ai sensi degli Accordi e delle Convenzioni internazionali per evitare le doppie imposizioni di cui l'Italia è parte ovvero ai sensi della Convenzione relativa all'eliminazione delle doppie imposizioni in caso di rettifica degli utili di imprese associate n. 90/436/CEE;
i) ogni altro atto per il quale la legge ne preveda l'autonoma impugnabilità davanti alle commissioni tributarie.
Il vizio relativo alla carenza dell'interesse ad agire è rilevabile d'ufficio dal giudice in ogni stato e grado del processo sempre che sulla relativa questione non si sia formato il giudicato.



Altro motivo contenuto nella sentenza è stato quello che nonostante la mancanza delle ricevute originali di consegna delle cartelle (tramite raccomandata) e la modalità di consegna delle stesse sia stata irregolare ossia non effettuata dalle Poste mediante persona abilitata, avendo io aderito qualche anno fa, probabilmente nel 2018 alla richiesta di rottamazione (senza però avere poi eseguito nessun pagamento) di fatto avrei accettato in questo modo tali cartelle e riconosciuto la loro validità.

RISPOSTA

Confermo.
L’istanza di rateizzazione/rottamazione della cartella di pagamento presentata dal contribuente configura riconoscimento del debito con conseguente interruzione del termine di prescrizione previsto ex lege. Si pone pertanto in contrasto con la pretesa del contribuente di non avere ricevuto la notifica della cartella di pagamento. E’ quanto ha disposto la Suprema Corte di Cassazione in occasione dell’ordinanza n°16098 depositata il 18 giugno 2018. La predetta sentenza evidenzia l'efficacia di atto interruttivo della prescrizione attribuibile alla richiesta di rateizzazione del debito quale atto di acquiescenza del contribuente.



La prima domanda nasce quindi dal dubbio che anche con il ricorso in Cassazione potrebbe essere ancora riconosciuta la validità delle cartelle per il motivo di cui sopra (richiesta di rottamazione) che renderebbe inutile il ricorso in quanto, secondo me, perso già in partenza.

RISPOSTA

Confermo. E' già perso in partenza.



La seconda domanda, legata alla prima, è che se non presento il ricorso in Cassazione o comunque ricorrendo, ottengo ancora un rigetto, rimanendo però certe le prove documentali come la prescrizione in quanto il credito non è più stato reclamato allo scadere dei tempi previsti, la consegna irregolare, la mancata prova di consegna attraverso le ricevute originali ecc., potrei ancora difendermi da questa situazione in caso di una futura azione di pignoramento?
Rimarrebbe ancora una strada da percorrere? Grazie

RISPOSTA

Certamente sì.
Presentando istanza di rottamazione hai rimesso in gioco l'agenzia delle entrate, nel senso che hai riattivato il termine di prescrizione. … ma la situazione sostanziale non cambia affatto! Il vizio che comporta la nullità della notifica dell'atto impositivo, potrà sempre essere fatto valere nell'ipotesi in cui dovesse rendersi necessaria un'opposizione al pignoramento.
A disposizione per chiarimenti.
Cordiali saluti.

Fonti: