Dichiarazione annuale modello 21 imposta tassa di soggiorno





Egr. avvocato, sono proprietario di alcuni immobili in Campania, comune di Positano e di Sorrento. Per la precisione di tratta di dieci immobili che concedo in locazione ai turisti, con contratti di locazione breve di durata inferiore a 30 giorni, ad uso turistico.
Si tratta di un'attività imprenditoriale pertanto ho aperto regolare partita Iva.
Siccome i comuni di Positano e Sorrento hanno istituito l'imposta di soggiorno, le mie domande sono le seguenti:

1- Sono obbligato alla presentazione del modello 21 anche se non sono gestore – titolare di una struttura alberghiera?
2- Qual è la scadenza relativa alla presentazione del modello 21?
3- Quali sono le sanzioni amministrative applicabili dai comuni?

RISPOSTA

1 - Sono obbligati alla presentazione del modello 21, non soltanto le strutture alberghiere ed extralberghiere, ma anche i titolari di locazioni (brevi) turistiche, giacché anche questi ultimi devono richiedere l’imposta di soggiorno agli ospiti.

Fino all'anno scorso non sei mai stato obbligato a presentare il Modello 21 presso l'ufficio tributi comunale, stante l'assenza della qualifica di agente contabile.
A seguito dell'entrata in vigore dell'articolo 180, comma 3, del Decreto Rilancio (legge 17 luglio 2020, n. 77, di conversione con modifiche del decreto-legge 19 maggio 2020 n. 34), il nuovo “responsabile del pagamento dell’imposta o contributo di soggiorno” (compreso anche il titolare di locazioni turistiche) dovrà presentare una dichiarazione annuale esclusivamente con modalità telematica entro il 30 giugno di ogni anno, partendo dal 2021, con gli importi incassati dal 19 maggio al 31 dicembre 2020.

2 - La dichiarazione annuale modello 21 relativa all'imposta – tassa di soggiorno, deve essere presentata telematicamente entro il 30 giugno di ciascun anno.

3 - In caso di omessa o infedele presentazione della dichiarazione modello 21 è prevista una sanzione amministrativa dal 100% al 200% dell’importo dovuto a titolo di imposta di soggiorno. Sono previste anche altre sanzioni amministrative applicabili dai Comuni in caso di omesso o ritardato versamento dell’imposta/contributo di soggiorno:
● sequestro beni (mobili e immobili) e conti correnti bancari o postali;
● chiusura o sospensione SCIA/autorizzazione comunale relativa agli immobili utilizzati per le attività ricettive.

Cosa significa “responsabile del pagamento dell'imposta e del contributo di soggiorno”?
Significa che al locatore del contratto di locazione breve ad uso turistico, sarà riconosciuto il diritto di rivalsa per l'imposta di soggiorno che deve pagare chi alloggia nell'immobile locato. Poiché si tratta di un soggetto passivo dell’obbligazione (ma non dell’imposta) con obbligo di riversare le somme incassate a titolo di imposta/contributo di soggiorno nelle casse comunali, nel caso di omesso o tardivo versamento il locatore rischierà solamente una sanzione amministrativa, ma non l'incriminazione per il reato di peculato di cui all'articolo 314 del codice penale.
Possiamo affermare che l'illecito amministrativo, punito con sanzioni pecuniarie, ha preso il posto del reato nei confronti dell’imprenditore alberghiero ovvero del locatore di contratti di locazione brevi ad uso turistico. L'imprenditore alberghiero non ha più la qualifica di agente contabile – riscossore dell'ente comunale; questo rende non più configurabile nei suoi confronti, il reato di peculato.

A disposizione per chiarimenti.

Cordiali saluti.

Fonti: