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Mancato completamento lavori Superbonus 110% rimborsare somma agenzia entrate accertamento fiscale





Buongiorno, vi contatto in realtà per capire/sapere come muovermi.
Mi rendo conto anche che situazioni come la mia ne avrà sentite a decine....spero che potiate aiutarmi.
- 02/2022 stipula contratto con General Contractor per esecuzione lavori usufruendo dell'agevolazione Ecobonus: pannelli solari con tutto il sistema di caldaia, impianto fotovoltaico, infissi.
- 09/2022 posizionamento impalcatura per l'esecuzione dei lavori.
- 03/2023 esecuzione delle tracce per l'impianto idrico/acqua calda...in realtà mi hanno solo distrutto mezza casa.
- 08/2023 posizionamento della centralina presumo relativo al fotovoltaico... perché in realtà non sappiamo nulla.
Siamo oramai a dicembre e mancano qualche settimane alla scadenza dell'agevolazione fiscale, praticamente i lavori non sono stati eseguiti.

RISPOSTA

Immagino che si tratti di lavori agevolati con il superbonus 110%, aventi ad oggetto una palazzina condominiale.
Se ad agosto l'appaltatore si occupava del posizionamento della centralina del fotovoltaico, con tutta probabilità, lo stato di avanzamento dei lavori è ben lontano dalla sua conclusione.
Gli interventi in corso d’opera che non potranno essere conclusi entro il 31 dicembre 2023, saranno quindi detraibili, ceduti o scontati con l’aliquota del 70%, in vigore dal 1° gennaio 2024, non essendo stato il superbonus 110%, prorogato per gli anni successivi dalla legge finanziaria.
Immagino che nel contratto di appalto, sia stata prevista, quale forma di pagamento dei lavori agevolati, la cessione del credito ovvero lo sconto in fattura per l'intero importo richiesto dall'appaltatore.
In questo caso, se non si finiscono i lavori l’Agenzia delle Entrate chiederà indietro i soldi ceduti con i Sal. Non dobbiamo dimenticare l'importanza di rispettare il requisito del doppio salto di classe energetica richiesto dal legislatore, riferito all'intero edificio, per gli interventi di riqualificazione energetica che rientrano nel superbonus 110%.
Il Decreto Rilancio prevedeva:
-il rispetto dei requisiti tecnici minimi previsti dal Decreto MiSE 6 agosto 2020;
-il miglioramento di almeno due classi energetiche dell'edificio;
-la redazione dell'Attestato di Prestazione Energetica (APE) prima e dopo l'intervento, rilasciato da un tecnico abilitato nella forma giuridica della dichiarazione asseverata.



Vorrei sapere come comportarmi, cosa chiedere nello specifico ( e ovvio che ho scritto mail su mail alle quali rispondevano quasi sempre e in maniera da tenermi buona ma in sostanza il nulla ), perché non so se per esempio hanno effettuato delle fatture, oppure come chiedere se è quando verrà effettuato il collaudo...la comunicazione all'Enea... insomma sapere sostanzialmente cosa fare se non verranno effettuati i lavori... oppure recidere il contratto per inadempimento. Grazie
Cordialmente

RISPOSTA

Immagino che il contratto di appalto abbia previsto quale termine essenziale per il completamento dei lavori, ai sensi dell'articolo 1457 del codice civile, il 31/12/2023.
Nel momento in cui questo termine non dovesse essere rispettato dall'appaltatore, l'amministratore di condominio, quale legale rappresentante della compagine condominiale, notificherà all'appaltatore la comunicazione di avvenuta risoluzione di diritto del contratto di appalto.
Quale sarebbe il problema per i condomini?!
Quale impresa edile completerà i lavori?
Ipotizziamo lo scenario peggiore che si possa configurare.
La ditta esecutrice dei lavori ha già emesso alcune fatture in relazione allo stato di avanzamento dei lavori e c'è stata da parte del Condominio, la correlata cessione del credito d'imposta legata appunto ai lavori già svolti, tramite sconto in fattura.
In caso di mancato completamento dei lavori agevolati, l’Agenzia delle Entrate chiederà indietro le somme cedute con i Sal.
Cosa chiedere?
Sono state emesse fatture in relazione allo stato di avanzamento dei lavori.
C'è stata cessione del credito d'imposta, tramite sconto in fattura?
Per carità, nulla osta alla risoluzione del contratto, ma si rischia di dover versare le somme cedute all'agenzia delle entrate, al termine di una specifica attività di accertamento fiscale.
Sarebbe preferibile proseguire i lavori nel 2024, magari ridimensionandoli consensualmente, giacché il credito d'imposta scenderà al 70%, pertanto il 30% della spesa dovrà essere pagato “normalmente”.
A disposizione per chiarimenti e per esaminare il contratto di appalto dei lavori agevolati con il superbonus 110%.
Cordiali saluti.

Fonti: