Trust autodichiarato deve avere il codice fiscale secondo circolare agenzia entrate





Un persona fisica si reca da un notaio per procedere con un trust autodichiarato.
Una volta costituito il trust, tramite atto notarile, si reca all'agenzia delle entrate, per chiedere di attribuire al trust il codice fiscale. Il funzionario dell'agenzia delle entrate si rifiuta di concedere il codice fiscale al trust autodichiarato, senza motivare il diniego in modo fondato.
Ha ragione il funzionario dell'agenzia delle entrate?

RISPOSTA

Il funzionario dell'agenzia delle entrate ha violato la circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 48/E del 06/08/2007 che ti allego. Leggiamo il paragrafo 3.2 della suddetta circolare (pagina 14 della circolare)

3.2 Adempimenti del trust
Quale soggetto passivo d’imposta, sia esso “trasparente” o “opaco”, il trust è tenuto ad adempiere gli specifici obblighi previsti per i soggetti IRES, ad iniziare dall’obbligo di presentare annualmente la dichiarazione dei redditi. Inoltre il trust residente dovrà necessariamente dotarsi di un proprio codice fiscale e, qualora eserciti attività commerciale, di una propria partita IVA.
Tutti gli adempimenti tributari del trust sono assolti dal trustee.

Il comma 74 dell’articolo 1 della legge finanziaria 2007, modificando l’articolo 73 del testo unico delle imposte sui redditi, approvato dal decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917 (“TUIR”), ha incluso i trust tra i soggetti passivi dell’imposta sul reddito delle società (IRES).
Sebbene con successiva circolare n. 61/E del 27/12/2010, l’Agenzia delle Entrate abbia definito questa tipologia di Trust come non operante ai fini fiscali, in ragione della precedente circolare n. 48/E del 06/08/2007 che non risulta abrogata, sarà comunque necessario richiedere un codice fiscale, senza che a tal fine possa assumere valore il codice fiscale del disponente Trustee persona fisica.

A disposizione per chiarimenti.

Cordiali saluti.

Fonti: