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Dichiarazione successione coacervo donativo sostituisce cumulo successorio aggiornamento modello dal 2024





Egr. avvocato, ho perso mio padre nel mese di novembre 2023 e devo presentare la dichiarazione di successione all'agenzia delle entrate entro un anno dalla morte del de cuius, ai sensi dell'articolo 31 del testo unico successioni e donazioni D.lgs. 31 ottobre 1990, n. 346.
Quali sono le novità operative della dichiarazione di successione per l'anno 2024, a proposito del cumulo successorio e donativo per il pagamento delle imposte di successione.?
Mio padre infatti, oltre ad avere disposto del suo asse ereditario tramite testamento per atto pubblico notarile, ha posto in essere donazioni di immobili in favore dei suoi tre figli.

RISPOSTA

Cosa dobbiamo intendere per cumulo successorio?
La riunione fittizia del valore attualizzato all'apertura della successione di tutte le donazioni poste in essere in vita dal defunto, a favore di colui che sarebbe diventato erede al momento della sua morte. Il valore delle donazioni in favore del futuro erede veniva aggiunto al valore dell’eredità, al fine di determinare le aliquote dell’imposta di successione e per calcolare le franchigie.

La circolare n. 29/E del 19 ottobre 2023 e il provvedimento dell’8 novembre 2023, n. 396213 (aggiornamento modello dichiarazione di successione) dell’Agenzia delle Entrate, ha cambiato il modo di operare a proposito della redazione della dichiarazione di successione.

Dall'anno 2024, si deve effettuare il cumulo “donativo” (coacervo donativo), ossia la riunione fittizia del valore attualizzato delle donazioni del defunto, ma non nei confronti dei soli eredi, ma di qualsiasi donatario, in aggiunta al valore globale netto dei beni donati.

Ai fini dell’applicazione dell’imposta di donazione, non si applica il così detto cumulo donativo per tutte le donazioni poste in essere nel periodo in cui la relativa imposta era stata abrogata (dal 25.10. 2001 al 28.11. 2006).

Così facendo l'agenzia delle entrate si è adeguata alla recente giurisprudenza della Corte di Cassazione, secondo la quale “il coacervo “successorio” è un istituto “implicitamente abrogato” per incompatibilità applicativa con il nuovo sistema delle aliquote proporzionali introdotto dall’articolo 69 della legge n. 342 del 2000, che ha sostituito il sistema delle aliquote progressive per scaglioni, per cui tale istituto non può più essere applicato né per determinare le aliquote, né ai fini del calcolo delle franchigie”.
Tra le tante, l’ordinanza 20 ottobre 2020, n. 22738 della Corte di Cassazione ha statuito quanto segue: «come, di vero, rilevato dalla Corte, secondo un indirizzo che si è consolidato nel tempo e cui va data continuità, in tema d’imposta di successione, intervenuta la soppressione del sistema dell’aliquota progressiva in forza dell’art. 69 della Legge n. 342 del 2000, deve ritenersi implicitamente abrogato l’art. 8, comma 4, del d. lgs. n. 346 del 1990, che prevedeva il cumulo del donatum con il relictum al solo fine di determinare l’aliquota progressiva da applicare, attesa la sua incompatibilità con il regime impositivo caratterizzato dall’aliquota fissa sul valore non dell’asse, ma della quota di eredità o del legato (così Cass., 6 dicembre 2016, n. 24940; Cass., 15 gennaio 2019, n. 758; Cass., 19 dicembre 2018, n. 32830; Cass., 19 dicembre 2018, n. 32819; Cass., 23 maggio 2018, n. 12779; Cass., 16 dicembre 2016, n. 26050)»

A disposizione per chiarimenti.

Cordiali saluti.

Fonti: