Accertamenti bancari dell'Agenzia delle Entrate alla parrucchiera che esercita il lavoro in nero: donazioni di denaro con bonifico del fidanzato causale
Gentile avvocato, sono una parrucchiera che lavora in nero, nelle abitazioni delle mie clienti.
Non ho mai aperto la partita Iva, non ho mai pagato contributi, incasso il compenso in contanti una volta terminata la messa in piega anziché lo shampoo.
La mia principale preoccupazione sono gli accertamenti bancari dell'agenzia delle entrate.
Gli accertamenti bancari possono essere effettuati nei confronti di un soggetto che esercita un'attività artigianale in modo completamente sommerso?
Come si svolgerebbero nel mio caso?
Cosa potrei fare, se a seguito di una denunzia alla guardia di finanza di una mia collega in regola oppure di una mia ex cliente, fossero disposti questi controlli da parte dell'agenzia delle entrate?
Facciamo un esempio concreto: il mio fidanzato mi ha spesso fatto dei regali in regalo con bonifico bancario, poiché lui lavora all'estero (bonifici di modico valore, ad esempio di 300 o 400 euro). Se ci fossero accertamenti bancari, anche questi regali potrebbero essere considerati base imponibile ai fini della tassazione degli importi evasi?
Grazie avvocato!
RISPOSTA
Confermo che gli accertamenti bancari possono essere effettuati dall'Agenzia delle Entrate anche nei confronti di un soggetto che esercita un'attività artigianale in nero, come nel tuo caso. Le indagini sui conti correnti sono disciplinate dagli articoli 32 del DPR n. 600/1973 e 51 del DPR n. 633/1972 e fanno ricadere sul contribuente l'onere di fornire una prova analitica, come precisato dalla Corte di Cassazione ordinanza n. 17343 – 1° giugno 2026.
L'Agenzia delle Entrate si limiterà a dimostrare i movimenti del tuo conto corrente. I movimenti in entrata sono ricavi ed i movimenti in uscita (prelievi) saranno considerati come spese “in nero” per acquisti o produzione, salvo prova contraria fornita dal contribuente.
La legge presume che tutti i movimenti contabili siano legati all’attività in nero dell’artigiano, per quantificare il relativo reddito occultato al fisco con un successivo avviso di accertamento.
Per superare questa presunzione dovrai ricostruire analiticamente le ragioni di ogni singolo flusso di denaro sul tuo conto corrente, tramite esibizione di ricevute, contratti o causali trasparenti per attestare l’estraneità di ciascun importo al reddito imponibile.
In concreto, consiglio al tuo fidanzato di indicare nella causale del bonifico che si tratta di una “donazione di modico valore nei confronti della propria fidanzata”; consiglio di conservare le prove della vostra relazione affettiva (ad esempio fotografie insieme pubblicate sui social) e della residenza all'estero del tuo fidanzato al momento del bonifico, in modo da escludere che possa trattarsi di un compenso in nero per uno shampoo anziché per un trattamento per la ricrescita dei capelli …
A disposizione per chiarimenti.
Cordiali saluti.
