Abrogazione del coacervo successorio, come usufruire due volte della franchigia imposta sulle donazioni





Egregio avvocato, sono un padre di famiglia con un figlio ed un patrimonio di oltre 3 milioni di euro che vorrei trasmettergli tramite donazioni e testamento.
Considerato che il coacervo successorio è stato abrogato dal decreto legislativo 139/2024, a partire dalle successioni aperte dopo il 31 dicembre 2024, mi conviene trasmettere questo patrimonio gradatamente, dapprima con atti di donazione e poi con testamento, in modo da usufruire della franchigia di 1 milione di euro, prevista ai fini dell'imposta sulle donazioni e dell'imposta sulla successione?
Come è cambiato con l'abolizione del coacervo successorio?

RISPOSTA

Facciamo un esempio concreto, per spiegare facilmente l'importanza dell'abolizione del coacervo successorio.

Tra il 2016 e il 2020 Giuseppe dona a sua figlia Marica 800.000 euro. Alla sua morte nel 2024 le lascia tramite testamento altri 700.000 euro a titolo di successione ereditaria.

Secondo le regole del coacervo successorio, Marica avrebbe dovuto sommare le donazioni con gli importi oggetto di successione, arrivando ad un imponibile totale di un milione e mezzo di euro. La franchigia di 1 milione di euro sarebbe stata tolta una sola volta, quindi sarebbero rimasti 500.000 euro imponibili, su cui Marica, erede di primo grado, avrebbe pagato un’imposta di successione al 4% pari a 20.000 euro.

Con l'abolizione del coacervo successorio, la franchigia di 1 milione si applica per due volte, la prima in riferimento alle donazioni (rientranti nei limiti della franchigia), la seconda in relazione alla successione ereditaria (importi anch'essi al di sotto del milione). Non si deve sommare più nulla ai fini fiscali, pertanto l'imposta sulla successione sarà pari a zero. Questo a condizione che la morte del de cuius avvenga a partire dal 1^ gennaio 2025, anche se le donazioni sono state poste in essere in precedenza. Ai sensi dell'articolo 456 del codice civile, la successione è aperta nel momento della morte del defunto.
Le donazioni ricevute in vita non consumano più questa franchigia, pertanto in caso di grandi patrimoni da trasmettere ai figli, consiglio di utilizzare le donazioni in modo da valorizzare per due volte le seguenti franchigie relative all'imposta sulla successione:
• a)4% per i trasferimenti in favore del coniuge o di parenti in linea retta - franchigia di 1 milione di euro
• b)6% per i trasferimenti in favore di fratelli o sorelle - franchigia di 100.000 euro

Consiglio la strategia della pianificazione del passaggio graduale dei beni dal donante ai figli – coniuge – fratelli/sorelle, fermo restando che in caso di donazione/successione di immobili, le altre imposte connesse con la pratica successoria sono comunque dovute (imposta di registro, catastale, ipotecaria).
A disposizione per chiarimenti.
Cordiali saluti.

Fonti:

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