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- Scritto da Bruno Giuseppe, Avvocato
Mancato superamento del periodo di prova
Dall'inizio di ottobre lavoro come project manager per un'azienda con circa novanta dipendenti. Ho un contratto a tempo indeterminato. Il periodo di prova ha una durata di sei mesi e scade dunque alla fine di questo mese.
Due settimane fa ho fatto un colloquio del tipo annuale che si fa annualmente con tutti i dipendenti. Il colloquio è stato brevissimo e mi sono stati indicati alcuni punti da migliorare. Niente di gravissimo pero. Una settimana dopo, sulla mia richiesta, c'è stato un secondo colloquio perché volevo chiarire qualche dubbio sulla retribuzione appena ricevuta. Sorprendentemente durante il colloquio il managing director mi ha detto che non ha l'intenzione di darmi il contratto a tempo determinato dopo il mio periodo di prova perché non è ancora convinto che io sia la persona giusta. Propone di non farmi superare il periodo di prova ma di offrirmi un contratto a tempo determinato di un anno. Dopo di che se mi sviluppo come si aspetta, dovrei prendere il contratto a tempo indeterminato.
Non sono certo se l'intenzione dell'azienda è davvero di farmi crescere ed offrire il contratto a tempo indeterminato come dicono oppure se vogliono evitare problemi a breve termine e darmi il benservito quando non gli servo più. Il gruppo del project management consiste di quattro persone: tre project manager ed un capo gruppo. Oltre a me ci sono dunque due altre project manager di cui uno lascerà l'azienda il mese prossimo (e non sarà sostituito) e l'altro è dipendente di un'azienda esterna. Il Capo gruppo è arrivato tre mesi prima di me. Sta seguendo un percorso aziendale ed è solo di passaggio nel nostro reparto. Nel corso dell'anno prossimo lascerà questa posizione e andrà a fare qualcos'altro. Il nostro reparto sarebbe dunque parecchio indebolito se me ne dovesse andare adesso.
Generalmente l'azienda mi piace. Il lavoro è sfidante ed interessante e mi trovi ben con i miei colleghi. Da parte una gestione a volte un po’ caotica, anche delle risorse umane, mi sembra una azienda onesta e corretta. Il modo in cui hanno gestito questa situazione pero mi lasci parecchio perplesso e mi rendo un po’ insicuro sulle loro vere intenzioni. Ho 43 anni, sono padre di famiglia ed un mutuo da pagare. Rimanere senza lavoro sarebbe l'ultima cosa che vorrei.
Vorrei aggiungere che sono straniero come probamente aveva già notato. Lavoro nella provincia di Bolzano e la lingua aziendale è il tedesco. Ho una buona padronanza del tedesco anche se prolunga ovviamente un po' il periodo di apprendimento. Oltre questo e da notare che la lingua parlato non è il tedesco ufficiale ma il dialetto locale. Ormai lo capisco abbastanza meno ma certamente non facilità la partecipazione e la gestione delle discussioni in azienda. Questo pero era prevedibile, soprattutto per il dotatore di lavoro. Conoscenze del dialetto non erano richieste.
Concretamente le mie domande sono queste:
- Per legge, l'azienda può non farmi superare il periodo di prova ed poi offrirmi un contratto a tempo determinato invece del contratto a tempo indeterminato come era previsto?
- Se la risposta sulla prima domanda fosse negativa ma accetterei lo stesso questa proposta, come sarebbero tutelate i miei diritti?
- Se la risposta sulla prima domanda fosse positiva, potrebbero applicare un nuovo periodo di prova e c'è qualche modo in cui posso tutelare i miei diritti per evitare che mi daranno il benservito alla scadenza del contratto e tempo determinato?
- Avreste altri consigli su come affrontare questa situazione?
RISPOSTA
La tua azienda potrebbe, legalmente, non farti superare il periodo di prova, ma dovrebbe motivare le circostanze per cui tu non avresti i requisiti per lavorare in azienda a tempo indeterminato.
Con sentenza del 27 febbraio 2008, n. 5103, la sezione lavoro della Suprema Corte di Cassazione ha chiarito che “il mancato superamento del periodo di prova costituisce un giustificato motivo di licenziamento. Il licenziamento, però, deve contenere una motivazione completa ed inequivoca e, in caso contrario, il datore di lavoro si rende inadempiente al dovere di motivazione del licenziamento.” Per la Cassazione, dinanzi alla richiesta dei motivi effettuata dal lavoratore nella lettera di contestazione del licenziamento, “il datore di lavoro ha sempre l'obbligo di esplicitarne i motivi in maniera completa”.
La comunicazione relativa al licenziamento per mancato superamento del periodo di prova, deve essere sufficientemente specifica e completa e deve consentire al lavoratore di individuare con chiarezza e precisione, la causa del suo licenziamento”.
Questo afferma la suprema corte di cassazione …
La tua azienda potrebbe licenziarti per mancato superamento del periodo di prova, ma dovrebbe spiegarti in dettaglio il motivo per cui non avresti superato i sei mesi di prova. In mancanza di motivazione, il licenziamento per mancato superamento del periodo di prova sarebbe illegittimo ed impugnabile dinanzi al giudice del lavoro, da parte tua.
Dopo averti licenziato per mancato superamento del periodo di prova, la tua azienda potrebbe legalmente assumerti con un contratto a tempo determinato.
Quello che succederà al termine del contratto a tempo determinato … non possiamo saperlo!!!
Potrebbero assumerti a tempo indeterminato, come potrebbero prorogare il contratto a tempo determinato di un altro anno, così come potrebbero mandarti a casa !!!
A seguito del Collegato Lavoro per l'anno 2025 (Legge 13 dicembre 2024 n. 203), è possibile prevedere il periodo di prova anche in riferimento al contratto a tempo determinato.
La durata del periodo di prova è calcolata in proporzione alla durata complessiva del contratto a termine. Per ogni quindici giorni di calendario a partire dalla data di inizio del rapporto di lavoro a termine, può essere previsto un giorno di prova effettiva.
Il periodo non può comunque essere inferiore a 2 giorni e superiore 15 giorni nei contratti con durata non superiore a sei mesi.
Il periodo massimo è di 30 giorni per i contratti tra sei e dodici mesi.
Per i contratti superiori ad un anno, nel silenzio della norma di legge, si applica la regola generale: per ogni quindici giorni a partire dalla data di inizio del rapporto di lavoro a termine, può essere previsto un giorno di prova effettiva. La contrattazione collettiva può prevedere condizioni più favorevoli.
Tanto premesso, come tutelarti al termine del contratto annuale??!! È impossibile tutelarti, la tua azienda avrà sempre e comunque la facoltà di non proseguire il suo rapporto di lavoro, al termine del contratto a tempo determinato … e senza nemmeno darti delle giustificazioni.
Il punto fondamentale è questo: se non accetti la proposta della tua azienda, rimani senza lavoro sin da domani !!! quanto meno, firmando il contratto annuale, avrai un altro anno per convincere la tua azienda ad assumerti a tempo indeterminato.
L'alternativa alla proposta della tua azienda, in fondo qual è??? Restare già domani senza un lavoro, in disoccupazione.
Siamo a disposizione per ulteriori chiarimenti.
Cordiali saluti.