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- Scritto da Bruno Giuseppe, Avvocato
Risarcimento danni - Caldaia difettosa. Come recuperare i soldi pagati per l’installazione
Buongiorno,
mi chiamo XXXXXXXX, premessa: a luglio 2011 abbiamo fatto installare all'idraulico YYYYYYYYY dell'omonima ditta, conoscente di mio marito, una caldaia nuova da esterno alla villa bifamiliare che io e mio marito avevamo acquistato nel novembre 2010. Abbiamo pagato subito tramite bonifico bancario per usufruire delle detrazioni fiscali per il risparmio energetico e abbiamo ricevuto tutta la documentazione comprovante installazione alla regola d'arte, prova fumi, certificazioni della Ditta di Assistenza incaricata.
Accaduto:
il giorno 06/02/2012 (le temperature sono scese di molti gradi sotto lo zero) alle ore 07.00 la caldaia risultava inefficiente per blocco apparente.
l'intervento di assistenza richiesto all'idraulico installatore alle ore 07.10 del 06/02/2012 è stato eseguito soltanto alle ore 20.00 circa dello stesso giorno; non riuscendo l'idraulico a risolvere la problematica, il giorno 07/02/2012, in prima mattinata, è stato richiesto l'intervento dell'Assistenza XXXXXXX, eseguito alle ore 14.00 del 07/02/2012;
il tecnico della Ditta "G.", incaricato zonale per Assistenza XXXXXXXX, ha riscontrato immediatamente il completo ghiacciamento della caldaia, accusando l'inadeguata installazione della stessa per evidenti carenze nel sistema di coibentazione e la mancanza del kit antigelo alle tubazioni di ingresso e uscita dell'acqua dell'impianto. Dopo prolungati tentativi di scongelare la caldaia, il tecnico è riuscito, solo per breve tempo, a riavviarla; infatti, tra evidenti perdite di acqua dal blocco centrale, i conseguenti danni a vari elementi hanno fatto sì che la caldaia smettesse definitivamente di funzionare;
l'idraulico installatore stesso ha telefonicamente, e personalmente, affermato di non aver utilizzato guaine di protezione per i tubi di ingresso dell'acqua confidando nel ciclo antigelo della caldaia, ignorando il fatto che il ciclo antigelo della caldaia funziona solo sull'impianto stesso della caldaia e non sull'acqua in ingresso dall'acquedotto;
l'assistenza XXXXXXX, avendo constatato che il danno alla caldaia è stato causato dal congelamento dei tubi in ingresso, che di fatto hanno bloccato la caldaia, non ha potuto prendere in carico l'assistenza della caldaia e ha invitato la sottoscritta a rivalersi sull'idraulico in quanto installatore;
i tecnici elettricisti rispettivamente dall'idraulico e dalla sottoscritta chiamati per un controllo all'impianto elettrico generale ne hanno entrambi confermato l'assoluta adeguatezza, peraltro già documentata dall'Assistenza XXXXXX in fase di collaudo;
in fase di installazione avevamo chiesto all'idraulico di proteggere la caldaia con il kit antigelo: lui però ci ha detto che non era necessario, che la caldaia esterna aveva il suo sistema di protezione interno e si sarebbe protetta da sola, ma questo, abbiamo poi scoperto a nostre spese, vale fino agli 0° gradi, sotto gli 0° i tubi di ingresso devono essere protetti.
Io e mio marito abbiamo, per una settimana, dovuto trasferirci a casa dei miei genitori perchè la casa era ghiacciata.
L'idraulico installatore ci ha infatti installato, dopo qualche giorno dall'accaduto, una caldaia sostitutiva che però non funzionava bene: l'idraulico ha capito solo dopo qualche giorno come settare correttamente la temperatura dell'impianto per riuscire a scaldare i termosifoni in ghisa (per giorni in casa la temperatura non si è alzata sopra i 13 C°) ; inoltre la caldaia sostitutiva era inadatta (troppo potente) per la metratura della nostra casa, e questo comporterà sicuramente una spesa del gas in bolletta importante. Sempre questa caldaia, evidentemente datata, ma l'unica che in quel momento l'idraulico ha dichiarato di poterci fornire in sostituzione momentanea dell'altra, data l'emergenza del periodo, continuava a spegnersi (di giorno e di notte) per le due settimane che è rimasta installata: per cui abbiamo avuto ancora problemi di freddo e mancanza d'acqua calda. Senza contare che tale caldaia era troppo grande per essere installata nel vano in cui si trovava la nostra caldaia, quindi l'idraulico, con il suo socio, ha dovuto "appenderla" con dei ganci al muro esterno della casa, rovinando fra l'altro la parete esterna della casa che avevamo ridipinto solo l'estate scorsa.
L'idraulico, che inizialmente si era preso le sue responsabilità, e aveva assicurato che avrebbe fatto riparare la nostra caldaia o ne avrebbe acquistata una nuova a sue spese, non ha poi più risposto alle nostre telefonate, dichiarando che la sua assicurazione non copriva questo danno ( da lui causato). Inoltre abbiamo scoperto che ha portato la nostra caldaia in assistenza solo nove giorni dopo che l'aveva ritirata da casa nostra.
Non ha quindi più risposto alle nostre richieste di reintegro della caldaia o recupero della somma a lui versata per l'installazione.
Mi sono vista costretta a provvedere, a mie spese, all'acquisto di una nuova caldaia.
Gli abbiamo chiesto tramite raccomandata R/R di provvedere con la dovuta urgenza a restituire:
la caldaia inefficiente, completa di tutte le sue parti;la somma di EUR 1.628,00 a versata con bonifico bancario datato xx/xx/2011 e fatturata con ricevuta n° XX del xx/xx/2011.
Gli ho scritto che una mancata o negativa risposta mi avrebbe vista costretta a procedere per vie legali.
Intanto ho avviato la procedura di mediazione civile presso la Camera di Commercio di XXXX: lui non ha risposto e non si è presentato.
Che fare? L'unico modo per riavere i miei soldi, e a questo punto chiedere anche i danni per il mese di febbraio d'inferno che abbiamo passato, è andare in giudizio?
E' possibile essere così poco tutelati?
Resto in attesa di una risposta,
cordiali saluti,
RISPOSTA
Sì, il nostro ordinamento giuridico non prevede ulteriori tutele, se non rivolgersi al tribunale civile competente territorialmente. Il tentativo di mediazione infatti, non è obbligatorio per le parti, nel senso che nessuna delle parti in causa è obbligata a dare ascolto e seguito alla proposta di mediazione fatta dall'organo competente.
Tanto premesso, a mio parere, l'installatore della caldaia non ha evidentemente, preso sul serio le vostre diffide di costituzione in mora. Allo stato degli atti, dalla documentazione in vostro possesso, la condanna dell'installatore appare scontata. Non solo la condanna a pagare tutti i danni cagionati dalla sua imperizia, ma anche il danno alla salute per avere costretto i suoi clienti ad un febbraio al freddo (un mese da record per il gelo e le temperature siberiane). Senza contare che l'installatore sarà condannato al pagamento di tutte le spese di giudizio, ossia a retribuire la parcella del vostro avvocato.
Ricapitoliamo l'entità del risarcimento danni.
1)euro 1628,00 per l'acquisto della caldaia, oltre ad interessi e danno da svalutazione monetaria.
2)danno alla salute per il mese trascorso al freddo
3)danno al muro esterno dell'abitazione (mi riferisco ai ganci antiestetici)
4)rimborso delle spese di giudizio che sosterrete dinanzi al tribunale
5)risarcimento dovuto per l'inadempimento, valutato in via equitativa dal giudice, ai sensi dell'articolo 1226 del codice civile.
Art. 1226 del codice civile. Valutazione equitativa del danno.
Se il danno non può essere provato nel suo preciso ammontare, è liquidato dal giudice con valutazione equitativa.
Cosa mi fa essere così sicuro della condanna dell'installatore ??!!
1)Il fatto che egli stesso abbia ammesso la sua imperizia: ha affermato di non aver utilizzato guaine di protezione per i tubi di ingresso dell'acqua confidando nel ciclo antigelo della caldaia, ignorando il fatto che il ciclo antigelo della caldaia funziona solo sull'impianto stesso della caldaia e non sull'acqua in ingresso dall'acquedotto; 2)Il tecnico della ditta è disponibile a testimoniare dinanzi al giudice, l'inadeguata installazione della caldaia, a causa di evidenti carenze nel sistema di coibentazione e la mancanza del kit antigelo alle tubazioni di ingresso e uscita dell'acqua dell'impianto. 3)l'installatore, rendendosi irreperibile, ha implicitamente ammesso la sua imperizia, senza possibilità di dimostrare il contrario: non ha nemmeno risposto alla vostra diffida di costituzione in mora del debitore.
Tanto premesso, occorre tanta pazienza, ma il processo dinanzi al tribunale civile riconoscerà le vostre ragioni.
Siamo a disposizione per ulteriori chiarimenti.
Cordiali saluti.