5 Consulenze:

1 - Criteri di determinazione assegno di mantenimento tabelle tribunale di Monza





Sono la nuova compagna di un uomo che è in procinto di separasi. E' uscito di casa a settembre del 2012 e ormai siamo presto alla firma. L'anno scorso non sapendo bene cosa e quanto doveva alla moglie, avendo due bimbi di 10 e 12 anni, si era accordato per 250 euro mensili più un aiuto per le bollette e utenze. Il mio compagno percepisce uno stipendio da dipendente di € 1600 circa e la moglie, di € 1500.
La moglie vive in comodato nella casa dei propri genitori. Il mio compagno invece vive con me.
Nella proposta del legale della moglie si parla di € 500 per il mantenimento dei figli e il pagamento del suo legale. Il mio compagno ha paura che, se arrivano ad una giudiziale, di pagare molto più di 500 euro al mese.
C'è il rischio che sia veramente molto più alto l'assegno?

RingranziandoVi per la possibilità, porgo cordiali saluti



RISPOSTA



Secondo le tabelle del tribunale di Monza, utilizzate dai tribunali di merito italiani per determinare il mantenimento dei figli, nell'ipotesi in cui al coniuge affidatario dei figli minori ed assegnatario della casa coniugale non sia liquidato alcun assegno per il proprio mantenimento, il mantenimento dei figli minorenni deve essere così calcolato.

Riporto in seguito quanto previsto dalle tabelle del tribunale di Monza.

Nel caso in cui al coniuge affidatario dei figli minori ed assegnatario della casa coniugale non sia liquidato alcun assegno per il proprio mantenimento la liquidazione del contributo al mantenimento dei figli, da porsi a carico dell’altro coniuge, potrà variare in relazione al numero dei beneficiari.
Nelle situazioni reddituali medie (operaio/impiegato; € 1.200,00 / 1.600,00 mensili per 13 o 14 mensilità), in assenza di particolari altre condizioni valutative (ad esempio: proprietà immobiliari molteplici; depositi o conti correnti di non scarsa entità), la liquidazione ipotizzabile, in relazione ai redditi dell’obbligato, è la seguente:

- in presenza di un solo figlio: assegno pari al 25% circa del reddito (€ 300,00 / € 400,00)

- in presenza di due figli: assegno pari a circa il 40% del reddito (€ 480,00 / € 640,00)

- in presenza di tre figli: assegno pari al 50% circa del reddito (€ 600,00 / € 800,00).

L'assegno di mantenimento a favore dei figli minorenni, potrebbe anche essere pari a 600 euro mensili, in caso di separazione giudiziale (40% del reddito del padre). Confermo quindi la fondatezza dei timori del tuo partner. Confermo l'opportunità di evitare una separazione giudiziale.

Siamo a disposizione per tutti i chiarimenti del caso.

Cordiali saluti.





2 - Tabelle giurisprudenziali per la determinazione dell'assegno di mantenimento al coniuge separato





Nell'eventualità della decisione di separazione, cosa comporterebbe in una situazione come la mia in cui: – io e mia moglie siamo sposati in regime di separazione dei beni; -- non siamo in possesso di immobili di proprietà (mia moglie è cointestataria dell'immobile attualmente abitato dai suoi genitori); io non ho proprietà immobiliari); -- non abbiamo figli; -- io sono un lavoratore dipendente di un'azienda privata ed attualmente percepisco uno stipendio netto di € 2.300,00 mensili per 14 mensilità; -- non ho mia moglie a carico poiché lei lavora.
E' una dipendente statale e, fino a settembre 2020 pagherà una somma mensile di € 500,00 relativa ad un mutuo per la casa di cui è cointestataria. Di fatto, dello stipendio netto di poco più di € 1.300,00 lei attualmente percepisce una somma di poco più di € 800,00 (pagherà questa somma mensile fino a settembre 2020);
-- non abbiamo fondi pensionistici in corso cointestati.
Questo in buona sintesi. Grazie e cordiali saluti. AT



RISPOSTA



Si tratta di una separazione legale giuridicamente “semplice”, stante la circostanza per cui non sussistono problematiche relative all'affidamento della prole ed alla attribuzione della casa familiare.
Nel caso di cui alla presente consulenza, il coniuge richiedente l’assegno, ossia tua moglie, è dotato di redditi propri non adeguati (come tali dovendosi intendere quelli che, pur sufficienti a garantire un minimo di autosufficienza economica, non soddisfino l’esigenza di mantenere un tenore di vita ragionevolmente comparabile a quello precedente la rottura dell’unità coniugale); in questo caso, i criteri per determinare la quantificazione del mantenimento da versare alla moglie (coniuge economicamente debole), si applicano sul differenziale di reddito tra i coniugi.

Secondo le tabelle giurisprudenziali in uso presso i tribunali italiani, occorre fare le seguenti operazioni matematiche:

- con assegnazione della casa coniugale: (reddito mensile del marito – reddito mensile della moglie) * 1/4 = assegno di mantenimento mensile

- senza assegnazione della casa coniugale: (reddito mensile del marito – reddito mensile della moglie) * 1/3 = assegno di mantenimento mensile

La normativa di riferimento è piuttosto laconica; si tratta dell'articolo 156 del codice civile.

Art. 156. Effetti della separazione sui rapporti patrimoniali tra i coniugi.

Il giudice, pronunziando la separazione, stabilisce a vantaggio del coniuge cui non sia addebitabile la separazione il diritto di ricevere dall'altro coniuge quanto è necessario al suo mantenimento, qualora egli non abbia adeguati redditi propri.
L'entità di tale somministrazione è determinata in relazione alle circostanze e ai redditi dell'obbligato.

Premesso che la rata del mutuo contratto da tua moglie, è irrilevante ai nostri fini, non avendo alcuna attinenza con le esigenze del nucleo familiare, e che non si tratta dell'attribuzione dell'abitazione familiare, l'assegno da versare a tua moglie sarà pari a 250 euro.

- 2300 – 1300 = 1000 * ¼ = 250 euro.

Consiglio di proporre a tua moglie, un assegno mensile pari a 250 euro, al fine di procedere con una separazione legale consensuale ovvero con una separazione consensuale tramite negoziazione assistita dagli avvocati dei coniugi.
Consiglio di evitare una separazione giudiziale, a maggior ragione stante la relativa semplicità giuridica della presente separazione.

Mi chiedi un consiglio: diciamo che non c'è materia su cui dibattere-litigare … quantificare l'assegno di mantenimento non è complicato; ovviamente, nel caso in cui dovessi perdere il posto di lavoro ovvero subire un decremento dello stipendio, anche il mantenimento a favore della moglie dovrà essere modificato.

A disposizione per chiarimenti

Cordiali saluti.



3 - Procedimento per quantificare l'assegno di mantenimento da versare al coniuge separato dotato di redditi propri non adeguati





Nell'eventualità della decisione di separazione, cosa comporterebbe in una situazione come la mia in cui:
–- io e mia moglie siamo sposati in regime di separazione dei beni;
-- non siamo in possesso di immobili di proprietà;
-- non abbiamo figli;
-- io sono un lavoratore dipendente di un'azienda privata ed attualmente percepisco uno stipendio netto di € 2.300,00 mensili per 14 mensilità;
-- non ho mia moglie a carico poiché lei lavora. E' una dipendente statale) e, fino a maggio 2020 pagherà una somma mensile di € 500,00 relativa ad un prestito personale. Di fatto, dello stipendio netto di poco più di € 1.300,00 lei attualmente percepisce una somma di poco più di € 800,00
-- non abbiamo fondi pensionistici in corso cointestati.
Si accettano consigli.
Grazie e cordiali saluti.



RISPOSTA



Si tratta di una separazione legale giuridicamente “semplice”, stante la circostanza per cui non sussistono problematiche relative all'affidamento della prole ed alla attribuzione della casa familiare. Nel caso di cui alla presente consulenza, il coniuge richiedente l’assegno, ossia tua moglie, è dotato di redditi propri non adeguati (come tali dovendosi intendere quelli che, pur sufficienti a garantire un minimo di autosufficienza economica, non soddisfino l’esigenza di mantenere un tenore di vita ragionevolmente comparabile a quello precedente la rottura dell’unità coniugale); in questo caso, i criteri per determinare la quantificazione del mantenimento da versare alla moglie (coniuge economicamente debole, si applicano sul differenziale di reddito tra i coniugi.

Secondo le tabelle giurisprudenziali in uso presso i tribunali italiani, occorre fare le seguenti operazioni matematiche:

- con assegnazione della casa coniugale: (reddito mensile del marito – reddito mensile della moglie) * 1/4 = assegno di mantenimento mensile
- senza assegnazione della casa coniugale: (reddito mensile del marito – reddito mensile della moglie) * 1/3 = assegno di mantenimento mensile

La normativa di riferimento è piuttosto laconica; si tratta dell'articolo 156 del codice civile.

Art. 156. Effetti della separazione sui rapporti patrimoniali tra i coniugi.
Il giudice, pronunziando la separazione, stabilisce a vantaggio del coniuge cui non sia addebitabile la separazione il diritto di ricevere dall'altro coniuge quanto è necessario al suo mantenimento, qualora egli non abbia adeguati redditi propri. L'entità di tale somministrazione è determinata in relazione alle circostanze e ai redditi dell'obbligato.

Premesso che la rata del mutuo contratto da tua moglie, è irrilevante ai nostri fini, non avendo alcuna attinenza con le esigenze del nucleo familiare, e che non si tratta dell'attribuzione dell'abitazione familiare, l'assegno da versare a tua moglie sarà pari a 250 euro.

- 2300 – 1300 = 1000 * 1/4 = 250 euro.

Consiglio di proporre a tua moglie, un assegno mensile pari a 250 euro, al fine di procedere con una separazione legale consensuale ovvero con una separazione consensuale tramite negoziazione assistita dagli avvocati dei coniugi.
Consiglio di evitare una separazione giudiziale, a maggior ragione stante la relativa semplicità giuridica della presente separazione.

Mi chiedi un consiglio: diciamo che non c'è materia su cui dibattere-litigare … quantificare l'assegno di mantenimento non è complicato; ovviamente, nel caso in cui dovessi perdere il lavoro ovvero subire un decremento dello stipendio, anche il mantenimento a favore della moglie dovrà essere modificato.

A disposizione per chiarimenti

Cordiali saluti.

 

4 - Quantificazione mantenimento secondo le tabelle tribunale di Monza





Sono separato da13 anni con la mia ex compagna.
Sono con un altra ragazza da circa 6 anni ed abbiamo avuto una bambina che ora ha 4 mesi. Abitiamo in una casa in affitto da 300€ al mese, lei ha per adesso un reddito di maternità da atleta per 1000€ mensili fino a luglio.

RISPOSTA

Nei suoi confronti non potrà mai sorgere un obbligo di mantenimento, ai sensi dell'articolo 156 del codice civile, non avendo voi contratto matrimonio.



Premetto che per la mia prima figlia do un assegno di mantenimento di 300€ mensili.

RISPOSTA

E' un punto fondamentale della presente consulenza: l'importo dell'assegno di mantenimento, in favore della prima figlia, è stato quantificato dal giudice del tribunale civile oppure è stato deciso consensualmente dai genitori?
Risulta da una sentenza, da una scrittura privata redatta dai genitori oppure è stato deciso in sede di negoziazione assistita dai rispettivi avvocati?
Vorrei capire quanto è “ufficiale” questo importo mensile di 300 euro, versato a titolo di mantenimento mensile in favore della prole.



Il mio stipendio è di circa 1300€, e ci siamo separando anche con la seconda. L'affitto è intestato a tutti e due.

RISPOSTA

Sarà necessario stipulare nuovamente il contratto di locazione, intestandolo esclusivamente al genitore affidatario con prevalenza della bimba.



La mia domanda è quanto sarà l'assegno da pagare?

RISPOSTA

Nel quantificare l’ammontare dell’assegno di mantenimento in favore dei figli, in misura proporzionale al reddito, occorre considerare oltre alle esigenze del figlio, il tenore di vita dello stesso goduto in costanza di convivenza e le risorse economiche dei genitori, nonché i tempi di permanenza presso ciascuno di essi e la valenza economica dei compiti domestici e di cura da loro assunti (Cassazione civile sentenza n. 17824/2022). Secondo le tabelle giurisprudenziali del Tribunale di Monza del 2008 (il maggiore riferimento giurisprudenziale dei tribunali di merito italiani), nella seguente ipotesi, il mantenimento deve essere quantificato come segue.
Riporto il passaggio fondamentale delle tabelle del Tribunale di Monza:
Nelle situazioni reddituali medie (operaio/impiegato; € 1.200,00 / 1.600,00 mensili per 13 o 14 mensilità), in assenza di particolari altre condizioni valutative (ad esempio: proprietà immobiliari molteplici; depositi o conti correnti di non scarsa entità), la liquidazione ipotizzabile, in relazione ai redditi dell’obbligato, è la seguente:
- in presenza di un solo figlio: assegno pari al 25% circa del reddito (€ 300,00 / € 400,00)
- in presenza di due figli: assegno pari a circa il 40% del reddito (€ 480,00 / € 640,00)
- in presenza di tre figli: assegno pari al 50% circa del reddito (€ 600,00 / € 800,00).
In questa ipotesi rientra anche l'assegnazione della casa familiare alla madre.
Tanto premesso, complessivamente, l'assegno da versare ai due figli sarà quantificato tra le due forbici pari a 480 e 640 euro.
A mio parere, il giudice confermerà il primo assegno pari a 300 euro e quantificherà il secondo assegno in euro 270.
Le spese straordinarie in favore della prole saranno suddivise al 50% tra i genitori.
Cosa dobbiamo intendere per spese straordinarie in favore della prole?
Allego a titolo esemplificativo il protocollo in uso presso il tribunale di Roma.
Per ridurre l'importo del mantenimento dovresti aumentare l'arco temporale di affidamento della prole (trascorrere più giorni con le bimbe). La quantificazione del mantenimento, ai sensi dell'articolo 337 ter del codice civile, dipende anche dal tempo di permanenza dei figli, presso i loro genitori:
Art. 337 Ter del codice civile - Provvedimenti riguardo ai figli.
Il figlio minore ha il diritto di mantenere un rapporto equilibrato e continuativo con ciascuno dei genitori, di ricevere cura, educazione, istruzione e assistenza morale da entrambi e di conservare rapporti significativi con gli ascendenti e con i parenti di ciascun ramo genitoriale.
Per realizzare la finalità indicata dal primo comma, nei procedimenti di cui all'articolo 337-bis, il giudice adotta i provvedimenti relativi alla prole con esclusivo riferimento all'interesse morale e materiale di essa. Valuta prioritariamente la possibilità che i figli minori restino affidati a entrambi i genitori oppure stabilisce a quale di essi i figli sono affidati, determina i tempi e le modalità della loro presenza presso ciascun genitore, fissando altresì la misura e il modo con cui ciascuno di essi deve contribuire al mantenimento, alla cura, all'istruzione e all'educazione dei figli. Prende atto, se non contrari all'interesse dei figli, degli accordi intervenuti tra i genitori. Adotta ogni altro provvedimento relativo alla prole, ivi compreso, in caso di temporanea impossibilità di affidare il minore ad uno dei genitori, l'affidamento familiare. All'attuazione dei provvedimenti relativi all'affidamento della prole provvede il giudice del merito e, nel caso di affidamento familiare, anche d'ufficio. A tal fine copia del provvedimento di affidamento è trasmessa, a cura del pubblico ministero, al giudice tutelare.
La responsabilità genitoriale è esercitata da entrambi i genitori. Le decisioni di maggiore interesse per i figli relative all'istruzione, all'educazione, alla salute e alla scelta della residenza abituale del minore sono assunte di comune accordo tenendo conto delle capacità, dell'inclinazione naturale e delle aspirazioni dei figli. In caso di disaccordo la decisione è rimessa al giudice. Limitatamente alle decisioni su questioni di ordinaria amministrazione, il giudice può stabilire che i genitori esercitino la responsabilità genitoriale separatamente. Qualora il genitore non si attenga alle condizioni dettate, il giudice valuterà detto comportamento anche al fine della modifica delle modalità di affidamento.
Salvo accordi diversi liberamente sottoscritti dalle parti, ciascuno dei genitori provvede al mantenimento dei figli in misura proporzionale al proprio reddito; il giudice stabilisce, ove necessario, la corresponsione di un assegno periodico al fine di realizzare il principio di proporzionalità, da determinare considerando:
1) le attuali esigenze del figlio.
2) il tenore di vita goduto dal figlio in costanza di convivenza con entrambi i genitori.
3) i tempi di permanenza presso ciascun genitore.
4) le risorse economiche di entrambi i genitori.
5) la valenza economica dei compiti domestici e di cura assunti da ciascun genitore.
L'assegno è automaticamente adeguato agli indici ISTAT in difetto di altro parametro indicato dalle parti o dal giudice.



L'assegno unico è al 50%?

RISPOSTA

Resterà suddiviso al 50% salvo differente accordo tra i coniugi.



Le spese dell'affitto e bollette varie, chi le paga se resta lei in casa, considerando che io dovrei trovarmi una sistemazione, da almeno 250€ al mese (di meno non c'è nella mia zona)??
Grazie in anticipo

RISPOSTA

Le spese relative alle utenze saranno a carico del genitore che usufruirà dell'immobile locato. Anzi, si renderà necessario modificare il contratto di locazione, intestandolo soltanto alla madre.
A disposizione per chiarimenti.
Cordiali saluti.

5 - Calcolo mantenimento moglie e figlia minore secondo il protocollo del tribunale di Monza





Mi sto per separare da mia moglie dopo quasi 16 anni di matrimonio in regime di comunione dei beni.
Abbiamo una figlia di 13 anni.
La casa è di mia proprietà (immagino) poiché acquistata prima del matrimonio.

RISPOSTA

Confermo, ai sensi dell'articolo 179 I comma lettera a) del codice civile:
Art. 179 del codice civile. Beni personali.
Non costituiscono oggetto della comunione e sono beni personali del coniuge:
a) i beni di cui, prima del matrimonio, il coniuge era proprietario o rispetto ai quali era titolare di un diritto reale di godimento;



Lascerei ovviamente a mia moglie ed a mia figlia l'assegnazione della casa famigliare.

RISPOSTA

Confermo, ai sensi dell'articolo 337 ter del codice civile.
L'assegnazione in uso della casa familiare segue la prevalenza relativa all'affidamento della figlia minore.
Art. 337-sexies del codice civile. Provvedimenti riguardo ai figli
Il godimento della casa familiare è attribuito tenendo prioritariamente conto dell'interesse dei figli. Dell'assegnazione il giudice tiene conto nella regolazione dei rapporti economici tra i genitori, considerato l'eventuale titolo di proprietà. Il diritto al godimento della casa familiare viene meno nel caso che l'assegnatario non abiti o cessi di abitare stabilmente nella casa familiare o conviva more uxorio o contragga nuovo matrimonio. Il provvedimento di assegnazione e quello di revoca sono trascrivibili e opponibili a terzi ai sensi dell'articolo 2643.



Mia moglie è attualmente assunta con un contratto part time a tempo determinato di 6 mesi con probabile assunzione a tempo indeterminato, con una retribuzione netta di circa 800 euro mensili per 13 mensilità.
Il mio reddito attuale è di circa 2200 euro netti per 14 mensilità. Percepiamo anche l'assegno unico di 199 euro mensili. Abbiamo inoltre un mutuo di circa 320 euro mensili che finirà a maggio 2029. Alla luce di quanto sopra a quanto potrebbe corrispondere l'assegno di mantenimento. Siamo in una situazione di rapporto non conflittuale perciò l'idea è quella di avere una separazione consensuale.
Grazie

RISPOSTA

Dobbiamo fare riferimento al protocollo del Tribunale di Monza del 2008, per quantificare l'assegno di mantenimento in favore di moglie e figlia.
I protocolli adottati dai tribunali civili italiani non vincolano i giudici come le norme di legge, tuttavia sono usualmente applicati per orientare la discrezionalità dell'organo giudicante in modo uniforme.
Le parti del protocollo di Monza riportate nella consulenza, sono in virgolettato:
“b) Nel caso in cui al coniuge affidatario dei figli minori ed assegnatario della casa coniugale sia liquidato un assegno per il proprio mantenimento, nelle situazioni reddituali medie i criteri liquidativi sopra ipotizzati dovranno essere opportunamente contemperati alla opportunità di salvaguardare le esigenze di vita del coniuge obbligato (spesso chiamato ad esborsi per il reperimento di una abitazione).
La liquidazione, pertanto, potrà essere effettuata con riferimento ai seguenti parametri:
- in presenza di un solo figlio: assegno pari ad 1/5 circa del reddito (€ 240,00 / € 320,00)
- in presenza di due figli: assegno pari a circa 1/3 del reddito (€ 400,00 / € 535,00)
- in presenza di tre figli: assegno pari a 2/5 circa del reddito (€ 480,00 / € 640,00)”.
Tua figlia ha diritto all'assegno di mantenimento pari a 1/5 del tuo reddito, ossia 2.560 euro (consideriamo il tuo reddito come se fossero dodici mensilità) – 320 euro (rata mutuo) = 2.240 euro diviso 5 = 448 euro (assegno mensile per la figlia minore).
Adesso dobbiamo riequilibrare i redditi dei due coniugi, per calcolare il mantenimento spettante a tua moglie, ai sensi dell'articolo 156 del codice civile:
Marito: 2.560 – 320 (rata mutuo) – 448 (assegno per la figlia) = 1792
Moglie: 867 euro (stesso procedimento per calcolare il reddito in 12 mensilità).
Consideriamo inoltre che il marito dovrà provvedere in proprio a pagare un canone di locazione, dovendo lasciare l'abitazione familiare e prendere casa in affitto:
1.792 – 500 euro (ipotetico canone di locazione) = 1.292 euro
La differenza tra 1.292 e 867 euro è pari a 425 euro, quindi l'assegno spettante a tua moglie sarà pari a 212 euro, ossia la metà della predetta differenza.
Ritengo opportuno proporre in sede di separazione consensuale da tua moglie, un assegno di mantenimento in favore del coniuge economicamente più debole pari a 200 euro ed un assegno alla figlia pari a 400 euro.
Le spese straordinarie in favore della figlia minore saranno suddivise come segue: 60% al padre e 40% alla madre.
Quali spese straordinarie?
Allego in via indicativa, il protocollo del Tribunale di Roma per avere un'idea di cosa dobbiamo intendere per spese straordinarie in favore della figlia minore.
Anche questo protocollo non è vincolante per il giudice, ma si tratta di un importante orientamento della discrezionalità tecnico-giuridica del giudicante.
A disposizione per chiarimenti.
Cordiali saluti.

Fonti:

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