Risarcimento danni - Assicurazione obbligatoria per gli infortuni sul lavoro
Luigi da Ravenna:
Buongiorno, sono un dirigente di azienda commerciale. Nel luglio del 2008 ho avuto un grave incidente stradale al di fuori dell'oraio di lavoro, che ha comportato una invalidità del 25% certificata da ctu legale alla mano destra.
Quando ho fatto richiesta alla mia azienda di poter dare seguito al sinistro utilizzando la polizza infortuni obbligatoria per contratto,( che copre gli infortuni, invalidità e decesso, sia lavorativo che extralavorativo, in considerazione della tipologia del nostro lavoro che si può svolgere anche al di fuori dei normali orari di ufficio),abbiamo scoperto che nei nove anni di mia presenza in azienda ne ero stato sempre stato sprovvisto. Le giustificazioni dell'azienda sono state che avendo affidato la totalità della gestione del rischio in azienda compreso quello legato al personale, ad un broker assicurativo, lo stesso assieme a chi ci gestisce esternamente il personale come contratti, paghe, contricuti etc. sono responsabili di quanto accaduto.
Concordo pienamente in quanto ho un rapporto più che ottimo con il mio titolare e conosco la sua diligenza, che vi sia la sua totale buonafede e che la mancanza sia da addebitarsi ad altri.
Infatti ne abbiamo parlato approfonditamente,e la mia azienda ha ottenuto una ammissione di responsabilità del broker, che mi ha assicurato, che si arriverà ad una conclusione che mi soddisferà. A questo punto però sono passati oramai 16 mesi e la situazione è di stand by, ho avuto sentore che mi si voglia proporre una transazione economica per chiudere la partita bonariamente, ma realmente non se ne è ancora parlato.
Ritengo che in questi casi non sia mio dovere concedere sconti o accettare transazioni, il mio è per contratto un diritto acquisito, anzi, esisterebbe anche un danno ulteriore dato dal fatto che per otto anni sono stato totalmente privo di copertura per tutti i rischi che derivano dal mio lavoro (percorroalmeno 50.000 km anno in macchina.
Il problema inoltre è che mi è parso di capire da una conversazione con il mio titolare che se si arrivasse ad una transazione con una parte di responsabilità da addebitarsi all'azienda, la corrispettiva quota economica sarebbe da lui considerata come spettante all'azienda per il danno che comunque ho arrecato per la mancanza della temporanea mia totale efficenza.
Premetto che due giorni dopo l'infortunio, essendo ad una mano, ero in ufficio ed ero operativo quindi danno non vi è stato, anzi ho lavorato per 5 mesi quando avevo le certificazioni per poter stare tranquillamente a casa.
Come mi devo comportare per risolvere questa situazione senza avere danni economici che comunque non ripagano il disagio fisico del danno che ho subito, ed allo stesso modo non andare in rottura con la mia azienda dove siamo io ed il mio datore di lavoro entrambe soddisfatti uno dell'altro??
Grazie ed a risentirci presto
RISPOSTA
