Risarcimento danni per perdita congiunto non implica accettazione tacita dell'eredità





Salve, il 4 marzo mio fratello, autotrasportatore, è deceduto a seguito di incidente stradale con il camion nel veronese (non si conosce ancora la dinamica ma pare abbia perso il controllo del camion e che non siano coinvolti altri veicoli). Dopo qualche giorno la sottoscritta, così come il padre e gli altri due fratelli, è stata contattata da una agenzia di Padova che si occupa di infortunistica che ci segnalava la possibilità di richiedere un risarcimento per danni morali dall'INAIL in quanto congiunti.
I miei fratelli hanno già dato mandato all'agenzia.
Premesso che gli eredi legittimi sono la moglie separata e le due figlie, considerato che probabilmente mio fratello aveva contratto numerosi debiti, il mio dubbio è il seguente: la richiesta di questo eventuale risarcimento per danni morali implica automaticamente l'accettazione dell'eredità qualora i legittimi dovessero farvi rinuncia? In caso affermativo, come posso ovviare?
Distinti saluti.

 

RISPOSTA

 

La risposta alla presente consulenza dipende dalla tipologia di risarcimento che intendete chiedere. Si tratta del risarcimento dei danni patrimoniali e non patrimoniali, “iure proprio” oppure “iure hereditatis”?
Mi spiego meglio …

Tuo fratello ha subito un danno patrimoniale e non patrimoniale visto che ha perso la vita probabilmente a causa di una segnaletica errata oppure di un fondo stradale sconnesso e per niente manutenuto dall'ente gestore della strada.

Tutti i congiunti del fratello deceduto, a prescindere dallo status di eredi, di soggetti chiamati all'eredità ovvero di soggetti non legittimari, hanno subito il danno tanatologico, ossia il danno derivante dalla morte di un congiunto a seguito di un'azione - omissione di terzi, generalmente a causa di un fatto illecito altrui. Mi riferisco alla sofferenza legata alla perdita di un fratello, quindi i congiunti possono chiedere un risarcimento del danno non patrimoniale “iure proprio”, a prescindere dalla successione ereditaria.

La domanda di risarcimento danni in qualità di eredi (risarcimento danni morali e materiali “iure hereditatis”) di un soggetto deceduto per fatto illecito di terzi, implica accettazione dell'eredità. (Corte di Cassazione Sezione 3 Civile, Sentenza del 31 marzo 2008, n. 8300)

L'azione risarcitoria promossa in ragione del danno tanatologico (risarcimento danni “iure proprio”) non integra invece un atto implicante la volontà di accettare l'eredità, in quanto non rientrante tra quelli previsti dall'art. 477 del codice civile e non costituente atto di disposizione del patrimonio ereditario.

Siccome i fratelli, in questo caso, rientrano nella categoria dei successibili, sia pure "ulteriori" rispetto ai legittimari (coniuge e figli), essi hanno titolo e legittimazione attiva per proporre azione risarcitoria in qualità di eredi, stante l'operare in loro favore della delazione simultanea dell'eredità, con il coerente diritto di accettazione, sia pure sottoposta alla condizione risolutiva consistente nella eventuale accettazione da parte dei successibili immediati.

I fratelli del “de cuius” tuttavia, a prescindere dall'accettazione dell'eredità, possono anche agire in giudizio per il danno tanatologico, ossia il risarcimento della sofferenza subita in qualità congiunti della vittima, quindi non a titolo ereditario ma “iure proprio”!!!

Tanto premesso, quale titolo giuridico a fondamento della richiesta risarcitoria?
Chiedo la condanna al risarcimento di 100.000 euro a causa della sofferenza patita in qualità di congiunto, per la perdita di mio fratello?
Oppure chiedo la condanna al risarcimento di 500.000 euro per i danni morali e patrimoniali cagionati al “de cuius”, deceduto a causa di un incidente dovuto all'incuria dell'ente gestore della strada?
Ti consiglio di chiedere esclusivamente un risarcimento danni, in qualità di congiunto del “de cuius”, per la sofferenza subita (danno tanatologico) e non in qualità di erede, seppure erede ulteriore rispetto ai legittimari.

A disposizione per chiarimenti.

Cordiali saluti.

Fonti: