Infortunio alle poste cliente sbatte contro porta scorrevole





Buonasera mia madre a settembre ha sbattuto contro la parte fissa della porta di ingresso trasparente delle poste in paese. ha sbattuto la testa è caduta e si e fratturata il femore. ora può camminare solo con il girello e sempre accompagnata. ho dovuto ricoverarla in una casa di riposo perchè sono sola. il direttore delle poste mi disse che non c'era nessuna assicurazione mentre non era vero e quindi ho aperto la pratica. il perito delle poste dice che gli impiegati delle poste dicono mi madre stava guardando dei fogli quindi era distratta e ha sbagliato non andando verso la porta scorrevole. dopo l'incidente hanno messo una piccola freccia che segnala da dove si entra e esce. le poste dicono che non mi danno i nomi né le dichiarazioni degli impiegati e che mia madre non ha diritto a nulla a meno che non trovi testimoni che dicano come è andata.
ma è logico che le poste non vogliano dire chi e cosa hanno visto.
È legale si rifiutino di dire chi sono e cosa hanno dichiarato? per me no.
io ho chiesto a due signore che c'erano quando sono arrivata quel giorno in posta. sono arrivate quando mia madre era già caduta hanno detto non c'erano fogli a terra. perchè se stava guardando fogli sarebbero stati a terra. grazie

 

RISPOSTA

 

A mio parere, la domanda non è posta nel modo più corretto.
A prescindere da quello che stava guardando la mamma, al momento del sinistro, dovremmo chiederci se l'ufficio postale ha provveduto a porre in essere tutti gli accorgimenti relativi alla sicurezza delle porte a vetrata scorrevoli.

-Le porte a vetrata devono essere fornite di accorgimenti per la sicurezza.
-Le porte vetrate devono essere facilmente individuabili mediante l’apposizione di opportuni segnali.

Lo prescrive il decreto ministeriale n. 236/1989: Prescrizioni tecniche necessarie a garantire l’accessibilità, l’adattabilità e la visitabilità degli edifici privati e di edilizia residenziale pubblica e sovvenzionata e agevolata, ai fini del superamento e dell’eliminazione delle barriere architettoniche.

Come devono essere strutturate le porte dei luoghi di lavoro per essere accessibili e sicure?

4.1.1. Porte.
Le porte di accesso di ogni unità ambientale devono essere facilmente manovrabili, di tipo e luce netta tali da consentire un agevole transito anche da parte di persona su sedia a ruote; il vano della porta e gli spazi antistanti e retrostanti devono essere complanari.
Occorre dimensionare adeguatamente gli spazi antistanti e retrostanti, con riferimento alle manovre da effettuare con la sedia a ruote, anche in rapporto al tipo di apertura.
Sono ammessi dislivelli in corrispondenza del vano della porta di accesso di una unità immobiliare, ovvero negli interventi di ristrutturazione, purché questi siano contenuti e tali comunque da non ostacolare il transito di una persona su sedia a ruote.
Per dimensioni, posizionamento e manovrabilità la porta deve essere tale da consentire un’agevole apertura della/e ante da entrambi i lati di utilizzo; sono consigliabili porte scorrevoli o con anta a libro, mentre devono essere evitate le porte girevoli, a ritorno automatico non ritardato e quelle vetrate se non fornite di accorgimenti per la sicurezza. Le porte vetrate devono essere facilmente individuabili mediante l’apposizione di opportuni segnali. Sono da preferire maniglie del tipo a leva opportunamente curvate ed arrotondate.

Più che di una porta, si trattava di una parete vetrata, ossia la parte fissa della porta in vetro. Cosa prevede a tal proposito il DECRETO LEGISLATIVO 9 aprile 2008 , n. 81?

Segnalazione delle pareti vetrate
1.3.6. Le pareti trasparenti o traslucide, in particolare le pareti completamente vetrate, nei locali o nelle vicinanze dei posti di lavoro e delle vie di circolazione, devono essere chiaramente segnalate e costituite da materiali di sicurezza fino all’altezza di 1 metro dal pavimento, ovvero essere separate dai posti di lavoro e dalle vie di circolazione succitati in modo tale che i lavoratori non possano entrare in contatto con le pareti, né rimanere feriti qualora esse vadano in frantumi. Nel caso in cui vengano utilizzati materiali di sicurezza fino all’altezza di 1 metro dal pavimento, tale altezza è elevata quando ciò è necessario in relazione al rischio che i lavoratori rimangano feriti qualora esse vadano in frantumi.

E’ obbligatorio mettere in sicurezza i vetri a lavoro per evitare ferimenti

Tanto premesso, l'ufficio postale era inadempiente agli obblighi di sicurezza, tant'è che successivamente si è messo in regola …
la mamma citerà in giudizio l'ufficio postale per il semplice fatto di non avere segnalato adeguatamente la parete in vetro.
Sarà l'ufficio postale a dimostrare che la mamma ha avuto una condotta caratterizzata da colpa grave, idonea a scagionare la responsabilità dell'ufficio postale!
La mamma non ha bisogno di testimoni … l'onere della prova ricade sull'ufficio postale inadempiente!

Non è legale rifiutarsi di testimoniare!
La mamma presenterà atto di citazione al tribunale civile, chiedendo al giudice di acquisire la testimonianza dei dipendenti presenti al momento del sinistro, anche senza indicare i loro nominativi.
Ad ogni modo, la mamma non ha bisogno di testimonianze a suo favore … sono le poste ad avere bisogno di testimoni che dimostrino la colpa grave della signora al momento del sinistro!

Stava guardando fogli … i fogli erano a terra … è tutto irrilevante!!!
Le poste erano inadempienti agli obblighi di sicurezza sul posto di lavoro; tanto basta alla mamma per citare in giudizio l'ufficio postale.

A disposizione per chiarimenti.

Cordiali saluti.

Fonti: