Misura compenso avvocato causa contro rigetto domanda di accompagnamento





Praticamente anni fa tramite patronato è stata fatta domanda di accompagnamento per mia madre. l'INPS ha rifiutato e ha respinto la domanda.
Premetto che mia madre è invalida al 100% è già stata dichiarata dall'Inps come invalida e percepisce pensione di invalidità, circa 300 euro al mese. Negli anni le sue condizioni si sono aggravate. Fatta domanda di accompagnamento tramite patronato, l'INPS rifiuta respinge. Tramite patronato viene chiamato l'avvocato per fare ricorso all'INPS. A casa di mia madre dopo un po'di tempo viene l'avvocato con il medico dell'INPS ed effettuano visita a mia mamma. A giugno 2018 a mia madre viene riconosciuto l'accompagnamento. A settembre 2019 (dopo un anno e più dalla sentenza in cui il tribunale condanna l'INPS al pagamento delle spese processuali, ha pagato il medico per i CTU e ha riconosciuto all'avvocato 1200 euro di compenso).
Premetto inoltre che tra mia madre e l'avvocato non è stato sottoscritto nessun accordo per il compenso. Mia madre ha firmato solo il mandato da dare all'avvocato per fare ricorso all'INPS. Ad ogni modo, terminato l'iter processuale, l'avvocato si presenta a casa e chiede un compenso di 10.150,40 euro (compreso di IVA al 22% + 4% di CTA) in modo legale, altrimenti 8.000 euro in nero e in contanti.
L'avvocato non ha specificato il motivo di tutti questi soldi. Dice solamente che è il suo compenso e che se non paghiamo ci porta in tribunale. Non abbiamo ricevuto parcelle e ne onorari e non sappiamo perché dobbiamo pagare tutti questi soldi. Inoltre il patronato si è svincolato e dice che l'avvocato è privato che non c'entra nulla col patronato. Il patronato ha fornito solo il nominativo dell'avvocato così loro (il patronato) dicono. In poche parole il patronato si è tirato fuori e dice che non ne sa niente.

La mia domanda è.... Mia madre è tenuta a pagare tutti questi soldi all'avvocato?
Chiedo cortesemente nel limite del possibile di un chiarimento in merito in modo comprensibile tale da far capire a mia madre come stanno le cose. Noi vogliamo pagare l'avvocato ci mancherebbe anche, ma c'è un limite al compenso?
Ci sono delle tabelle retributive?
L'avvocato può chiedere il compenso che gli pare?

 

RISPOSTA



Confermo innanzitutto che il patronato non c'entra nulla con l'incarico conferito all'avvocato. Il patronato ti ha semplicemente suggerito il nominativo di un legale, tuttavia l'incarico conferito all'avvocato è autonomo rispetto all'attività di assistenza e consulenza del patronato.
Abbiamo una sentenza di condanna dell'INPS, condanna anche alla refusione delle spese legali. Il giudice ha stabilito il compenso per l'avvocato, per un importo pari a 1.200 euro.
Tale compenso è stato già pagato dall'INPS, ossia l'ente previdenziale soccombente al termine del processo.
Come calcolare il compenso dell'avvocato, relativo all'assistenza e rappresentanza in giudizio, relativa ad una vertenza contro l'INPS per impugnare un atto di diniego all'accompagnamento?
La norma di riferimento è l'art. 12 comma 2 del codice di procedura civile: il valore di una causa in tema di indennità di accompagnamento, al fine di stabilire gli onorari e i diritti spettanti al difensore, deve essere determinato alla stregua della regola di cui all'articolo 13 del codice di procedura civile, comma 2 per le controversie relative a rendite temporanee o vitalizie, e cioè cumulando fino ad un massimo di dieci le annualità domandate (allorché' sia in questione l'accertamento del relativo diritto); il principio giuridico è enucleato nell'ordinanza della Corte di Cassazione Sezione Lavoro Civile del 11 gennaio 2010, n. 198.

L'importo dell'accompagnamento annuo è pari a 6.000 euro circa.
Dieci annualità relative all'indennità di accompagnamento ammontano a circa euro 60.000.
Se il valore della causa è pari a 60.000 euro, a quanto ammonta l'onorario dell'avvocato, applicando i criteri del decreto ministeriale 55/2014?

Fase di studio della controversia, valore minimo: € 1.215,00
Fase introduttiva del giudizio, valore minimo: € 775,00
Fase istruttoria e/o di trattazione, valore minimo: € 3.780,00
Fase decisionale, valore minimo: € 2.025,00
Compenso tabellare (valori minimi) € 7.795,00



PROSPETTO FINALE

Compenso tabellare € 7.795,00
Spese generali (15% sul compenso totale) € 1.169,25
Cassa Avvocati (4%) € 358,57
Totale imponibile € 9.322,82
IVA 22% su Imponibile € 2.051,02
IPOTESI DI COMPENSO LIQUIDABILE € 11.373,84



Ammonta a 11.373,84 euro; occorre sottrarre quanto previsto in sentenza, ossia 1200 euro.
Totale compenso spettante all'avvocato: euro 10.173,84.
La richiesta economica dell'avvocato è congrua.
Avete commesso un errore al momento del conferimento dell'incarico: non avete chiesto un preventivo scritto all'avvocato, né avete firmato un accordo scritto relativo al suo compenso.
Di conseguenza, l'avvocato, applicando le tariffe di cui al decreto ministeriale 55/2014, vi chiede un compenso apparentemente esorbitante.

A disposizione per chiarimenti.

Cordiali saluti.

Fonti: